L'AGENDA DELLA PACE ...HA UNA MEMORIA "SELETTIVA"e MANCINA
La famigerata Agenda della Pace, che più che di pace è di sottile-guerra e soprattutto di vergogna, oltre ad essere l'ennesimo attacco celato che, da più parti e non solo in Italia, va contro la Chiesa ed il Cristianesimo in generale, è una vera e propria agenda di propaganda ideologica, in chiave antioccidentale e (come non poteva esserlo) antiamericana, oltre che politica, in vista delle prossime elezioni regionali. Saranno distribuite circa 20.000 copie che andranno alle scuole e ad associazioni.
Ho avuto “l'onore” di avere una copia in anteprima, distribuita, quando è stata presentata il giorno dieci di dicembre, con tanto di telecamere RAI (Rai tre, ovvio) e con interventi oltre che dell'assessora Buffardi e di altre assessore (l'assessora alla Pace(?!), l'assessora alle politiche scolastiche), di esponenti del mondo della scuola e del volontariato, come anche di un esponente della Comunità Palestinese in Campania. Non poteva ovviamente mancare Bassolino, che ha benedetto il tutto con fare «papale». Mi è stata data da una persona che ha assistito alla presentazione.
L'attacco alla Chiesa è evidente. Un attacco che punta alla scristianizzazione. Ad esempio: alla data del 20 marzo non c'è una sola parola sulla domenica delle Palme, che i cristiani ricordano come il giorno della “marcia della pace”; il giorno 27 marzo, giorno di Pasqua, il foglio è bianco, nonostante quel giorno è per i cristiani e non solo, la vera giornata della Pace; il 1 gennaio, viene citato come Giornata Mondiale della Pace, omettendo di ricordare che quella giornata è stata voluta dalla Chiesa cattolica; il 10 febbraio ci viene ricordato, che è il giorno del Capodanno cinese, ma di quello occidentale non c'è traccia.
L'Agenda, oltre all'immancabile “arcobaleno” sulla copertina, che già di per serve ad identificare una parte politica, non solo nega le principali festività cristiane, ma ha difatti omesso i crimini del comunismo evitando di citare le parole regime e comunismo, che non compaiono mai. Con lo stesso subdolo metodo, non si cita mai il termine terrorismo islamico. Di contro i termini fascismo e nazismo sono ben presenti, come i chiari e abbondanti riferimenti antiamericani. Non manca infine, un generico apprezzamento propagandistico per la sinistra globale, “pacifista” e “virtuosa”. Le colpe del male che affligge il mondo, secondo la Signora Buffardi, sono principalmente americane.
Un vero e grande esempio di informazione di «regime», che da anni regna in Campania.
Riporto alcune perle di questa ignobile collana di propaganda, ricca di doppisensi e sottigliezze, così come testualmente sono state scritte:
20 febbraio: 1942. Gli insegnanti norvegesi cominciano con successo lo sciopero nonviolento contro la nazificazione della scuola.
28 febbraio: 1986.Viene ucciso a Stoccolma il primo ministro svedese Olaf Palme, uomo politico che rappresentava il modello più classico della socialdemocrazia.
1 marzo: 1986.Marcia della Pace per il disarmo nucleare totale da Los Angeles verso Washington.
8 marzo: 1908.In una fabbrica di NY muoiono 129 donne. In onore di questo avvenimento si celebra la giornata della donna.
Stessa data: 1917.A Pietroburgo operai e mogli di soldati manifestano contro lo zarismo chiedendo pane per i figli e la fine della guerra. (Oltre all'errore (San Pietroburgo) non si accenna alla rivoluzione bolscevica. Da notare comunque l'accomunare gli Usa e la Russia zarista contrapposte alle proteste popolari).
29 marzo: 1973. Dopo 11 anni di guerra, i soldati americani lasciano il Vietnam. (Omettendo le ragioni della guerra, dovute all'espansione del comunismo rivoluzionario nel sud-est asiatico, dando così l'impressione di una guerra, la solita guerra americana, imperialista)
15 aprile: 1919. I fascisti compiono la loro prima impresa squadristica incendiando la sede dell'”Avanti!”, quotidiano socialista di Milano.
16 aprile: 1968. Stati Uniti: un milione di persone a Washington contro la guerra del Vietnam. (Americani imperialisti)
25 aprile: 1945. L'Italia esce dall'incubo della II guerra mondiale e del fascismo.
13 maggio: 1888. Brasile: abolizione della schiavitù. (Viene omesso che il primo Paese al mondo ad abolire per legge la schiavitù furono gli Stati Uniti).
18 Maggio: 1872. Nasce Bertrand Russell, matematico, filosofo, impegnato in grandi battaglie per i diritti umani. (Si omette il suo essere un anticomunista viscerale, nonché Nobel)
4 maggio: 1989. Cina: l'esercito interviene in Piazza Tien An Men. (interviene? Massacra molti studenti e molti altri vengono incarcerati e poi torturati, perché chiedevano la libertà, omettendo peraltro i termini regime e comunista)
9 maggio: 1969. Indiani americani occupano l'isola di Alcatraz, USA.
1 luglio: 1959. Negli USA inizia una veglia della durata di un anno davanti all'impianto per la guerra biologica. (Sempre loro e unici, i cattivi amerikani)
16 luglio: 1945. Nel deserto del New Mexico ha luogo il primo esperimento nucleare USA. (Ancora loro!)
3 agosto: 1995. A Pechino ha inizio la Conferenza Mondiale della Donna. (Che buoni i comunisti cinesi)
6 agosto: 1945. Giappone sganciata da un bombardiere americano, scoppia la bomba atomica si Hiroshima. (Che cattivi i capitalisti americani)
9 agosto: 1943. Nel carcere di Berlino-Tagei viene decapitato Franza Jagerstattaer, obiettore di coscienza cattolico al nazismo.
20 agosto: 1968. L'URSS e i suoi alleati invadono la Cecoslovacchia che resiste con la nonviolenza. (Ancora una volta le parole regime e comunismo non compaiono, omettendo gravemente poi che la rivolta fu repressa col sangue)
21 agosto: 1991 Vittoria nonviolenta sul colpo di stato in Russia. (Si omette che il colpo di stato era dei nostalgici comunisti sovietici)
23 agosto: 1927. USA esecuzione capitale degli anarchici Sacco e Vanzetti.
3 settembre: 2004. “Strage di Ossezia. Uccisi più di 390 bambini e adulti a seguito di un attacco terroristico ceceno, in una scuola di Beslan”. (Si omette, terroristi islamici)
10 settembre: 1982. Libano: strage nei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila. (Chiaro riferimento antiebreo e pro palestinese)
11 settembre: 2001. Tre attacchi terroristici sconvolgono gli Stati Unii e il mondo intero. Le Twin Tower di NY, perforate da due aerei si accasciano al suolo come fuscelli di paglia. (“Si accasciano come fuscelli di paglia”. Che poesia! Si omette: terrorismo islamico (Bin Laden) e la morte di più di 3000 civili)
13 settembre: 1993. (Altra perla). Dopo tantissimi anni di lotte fraticide, a Washington viene firmata la pace tra Palestinesi ed Israeliani. (Grande disinformazione, facendo difatti credere che esiste una pace, forse unilaterale(?!), omettendo infatti, che subito dopo i Palestinesi, con Arafat, ruppero quella pace)
19 settembre: 1943. A Boves, in provincia di Cuneo, la violenza nazista si scatena contro la popolazione inerme.
25 settembre: 1971. Prima azione di Greenpeace contro gli esperimenti nucleari sottomarini degli USA in Alaska. (Si omette che Greenpeace non ha mai fatto azioni contro la Cina e l'URSS, che pure facevano gli stessi esperimenti)
28 marzo: 2004. (Una perla d.o.c) Liberate, grazie anche ad una forte mobilitazione popolare “le due Simone” con Manhaz, Ra'ad, tutti volontari impegnati in Iraq. (da notare, il “anche grazie ad una forte mobilitazione popolare...”, mentre si sa che la liberazione si è avuta solo grazie al commissario della CRI, Scelli e al governo per i suoi buoni rapporti diplomatici con molti Paesi arabi e comunità religiose irachene. I morti per la pace di Nassirya, i soldati italiani in missione di pace, sono stati totalmente ignorati.
5 ottobre: 1988. I cittadini cileni, dopo 15 anni di dittatura, impongono con il voto ad Augusto Pinochet di andarsene. (Grande forzatura, visto che fu lo stesso Pinochet a permettere le libere elezioni democratiche)
7 ottobre: 2001. Ha inizio la guerra degli Stati Uniti e degli alleati europei contro l'Afghanistan. (Oltre al chiaro e sottile riferimento guerrafondaio antiamericano e anti Berlusconi (alleato europeo), si omette: sotto l'egida Onu ed in conseguenza dell'attacco alle Twin Towers dei terroristi islamici, che provocò più di 3000 civili morti)
12 ottobre: 1492. (Una perla “Top”). Cristoforo Colombo sbarca nel “Nuovo Mondo”: Cominciano 513 anni di resistenza indiana alla conquista dell'America. (Oltre alla sfacciata volontà antiamericana e antioccidentale, notare il termine subliminale: resistenza)
9 Novembre: (strano abbinamento... seppur monco)1938. Notte dei cristalli in Germania, roghi e distruzione contro i negozi degli ebrei.
Stessa data: 1989. Germania: viene abbattuto il muro di Berlino. (Si omette che quel muro fu voluto dalla Germania comunista dell'Est , per impedire la fuga verso l'occidente filoamericano e che il crollo del “muro” decretò la fine del comunismo sovietico e delle sue immani sciagure, che lo stesso aveva procurato a centinaia di milioni di persone e dei milioni di morti che ha prodotto.
12 dicembre: 1982. 3000 donne scendono in piazza contro l'installazione dei missili Cruise. (Si omette che l'installazione dei missili americani in Sicilia, voluta dal Parlamento italiano, avvenne per opporsi ai missili che l'URSS aveva puntato sull'Europa e sull'Italia)
Concludo con due diamanti, immancabilmente appesi ad una simile collana di perle pregiate.
Nella pagina del 10 aprile, in basso, è riportato uno schema col quale si elencano i principali Paesi che producono inquinamento. USA, Germania, Giappone, Cina, Brasile, India. Di lato c'è scritto in maniera secca: “Gli USA non hanno firmato il protocollo di Kyoto”. Si omette di dire che, il protocollo di Kyoto, è una grande presa per i fondelli. Secondo il “protocollo”, infatti, bisogna ridurre del 6% le emissioni in atmosfera di inquinanti e per fare ciò occorre uno sforzo finanziario enorme. Ma la presa in giro, sta nel fatto che, come tutti sanno (gli esperti), se non si riducono di almeno il 60% (sessanta!) le emissioni di gas, quel protocollo non serve a nulla. Oltre ad un enorme spreco di risorse finanziarie,.serve solo ad aumentare l'immagine negativa degli USA.
Il diamante antioccidentale: nella pagina del 18 dicembre, sempre in basso, c'è un rapporto Amnesty sulla tortura e maltrattamenti. Riporto testualmente:
«Nel periodo gennaio dicembre 2003 sono stati riscontrati casi di tortura e maltrattamenti in 132 Paesi (anche in Italia), detenzioni senza processo in 58 (tra cui Usa e Gb), esecuzioni extragiudiziali e uccisioni illegali in 47 (tra cui Francia, Germania, Portogallo, Spagna e Gb), prigionieri di coscienza in 44 (tra cui la Finlandia), abusi dei diritti umani da parte di gruppi armati in 35 (tra cui Spagna e Gb), sparizioni in 28 ( Spagna inclusa), e esecuzioni capitali in 28 (tra cui gli Usa).»
Ogni commento, sull'assenza nelle citazioni tra parentesi, di Stati non occidentali è di provata e conclamata crudeltà, è superfluo!
Questa è informazione libera e democratica da diffondere nelle scuole.
Sarebbe interessante far conoscere, all'assessora Buffardi e a tutta la Giunta Regionale, che ha avallato l'opera di disinformazione propagandistica, con e-mail, tutto il disgusto nel leggere simili manipolazioni e propagande di stampo bolscevico, peraltro con soldi pubblici. Sarebbe interessante conoscere la spesa. (Anna Bono)
Ritengo inoltre che la nostra identità non risieda tanto nel nostro passato e nelle nostre radici, che alcuni vorrebbero addirittura cristiane o cattoliche, quanto nel nostro presente e, soprattutto, nel nostro futuro. Il nostro passato non ha visto solo splendori, ma anche guerre e sangue. Onorevoli colleghi, ritengo invece che la nostra identità sia rappresentata da questi cinquant'anni in cui abbiamo cercato, in qualche modo riuscendoci, di realizzare lo stato di diritto, la separazione dei poteri, la laicità delle istituzioni, nonché la difesa dei diritti civili e politici come elemento essenziale dello sviluppo umano. Questa è la nostra identità ed è a questo progetto che il popolo e il governo turco chiedono di partecipare.Io credo che questa sia la posta in gioco: o scegliamo un'Europa fiduciosa in sé stessa, capace di governare i problemi e le sfide che ha di fronte - che vanno dai rapporti difficili con il mondo islamico, all'immigrazione, alle divergenze che perdurano - un'Europa che, non per leggerezza né per ingenuità, ma per profonda consapevolezza politica, apre questi negoziati, oppure scegliamo un'Europa che, forse in onore della sua identità cattolico-cristiana, si chiude a riccio e pensa di difendere meglio il benessere che abbiamo conquistato chiudendosi di fronte alle sfide che ha di fronte.
AUGURI
FabioT:-PPPPPPPP
SEI CATTOLICO? NON PUOI FARE L'INSEGNANTE (...vi ricorda qualcosa?)
Lettera del Prof. Franco Damiani
ALL'ASSOCIAZIONE GENITORI CATTOLICI
Caro dottor Muscio,
Le invio un sunto della vicenda che mi coinvolge e che è stata oggetto dell'articolo di Martino Cervo su "Libero" del 16 dicembre scorso, p.7.
a) Il prof. Franco Damiani (24 anni di servizio, due volte vincitore di concorso) prende possesso della sua nuova cattedra nel Liceo scientifico di Piazzola sul Brenta (PD) il 14.9.04. Gli vengono assegnate le classi I D (storia e geografia) e II C (italiano, latino e storia).
b) Tutto procede normalmente fino al 29 settembre. L'unico episodio vivace è costituto da una discussione in II C sulla storicità dei Vangeli, innescata dall'esposizione del libro di testo ("Il mosaico e gli specchi" di De Corradi-Giardina-Gregori, non scelto dal docente, v. 2A, pp. 7-10), che la metteva in dubbio o la negava, sostenendo che essi sono "attribuiti" a Matteo, Marco, Luca e Giovanni, che il processo a Gesù fu fatto dal Sinedrio e da Ponzio Pilato, che i Vangeli sono testi religiosi scritti per edificare i fedeli e non testi storici in senso stretto, che la Resurrezione era "una speranza che divenne presto assoluta certezza" e che "la separazione del cristianesimo dal giudaismo rappresenta un'evoluzione successiva e fu soprattutto opera di San Paolo, il padre della teologia cristiana".
Affermazioni quanto meno ambigue, generiche e disinvolte, riecheggianti vari errori del modernismo presentati agli ignari studenti (affascinati ingenuamente, come ben sanno gli autori, da tutto ciò che sa di "demitizzazione") come verità indiscutibili, tanto che il docente si sente in obbligo di ricordare. a) che la Chiesa, unica interprete e depositaria autorevole della Scrittura, insegna infallibilmente la piena storicità dei Vangeli, b) che la Resurrezione, evento su cui poggia tutto l'edificio del cristianesimo, è fatto storico e non metastorico; c) che gli autori dei quattro Vangeli sono senza dubbio i quattro che la Tradizione e il Magistero ci insegnano; d) che la teologia cattolica ha chiaramente insegnato la cesura rappresentata da Gesù Cristo non solo nei confronti dell'ebraismo ma in tutta la storia dell'umanità, e che quindi San Paolo non è affatto "il padre delle teologia cristiana" (tesi che riecheggia quella di Riccardo Calimani di "San Paolo inventore del cristianesimo") ma il divulgatore e l'interprete del messaggio di Gesù, rispetto al quale non opera alcun "salto". Aggiunge una spiegazione approfondita della teologia cattolica sull'ebraismo, con la fondamentale distinzione, occultata dal testo, tra quello mosaico e quello talmudico-rabbinico, e con la conseguente dottrina della "sostituzione" e del "mysterium iniquitatis". Insiste, in risposta alle osservazioni polemiche di alcuni studenti, che questa non è una sua personale "opinione" ma la dottrina costante della Chiesa, vincolante per chi voglia rimanere cattolico.
c) La discussione era stata archiviata e si era proceduti normalmente con lo svolgimento del programma.
d) Improvvisamente e inopinatamente, il 28 settembre i genitori della classe II C si riuniscono e, dichiarando che in classe si è creato "un clima di fortissima tensione e disagio" chiedono che l'insegnante venga "rimosso" entro l'8 ottobre, altrimenti autorizzeranno i loro figli ad astenersi dalle sue lezioni, e sostituto entro il 30 ottobre, altrimenti iscriveranno i figli in altra scuola.
e) Il 1°ottobre, in assenza del docente che per quella data aveva da tempo chiesto un giorno di ferie essendo stato nominato unico relatore di un convegno culturale, si svolgono i Consigli di classe. In quello di II C il docente viene accusato dalla signora S., rappresentante di classe, di razzismo e proselitismo, più altre accuse comportamentali del tutto risibili (un registro sbattuto sulla cattedra, la dichiarazione di non condividere la composizione mista delle squadre di educazione fisica e simili). Viene ribadita la richiesta di sua immediata rimozione.
f) Sulla base di tali accuse il dirigente scolastico rivolge al docente una richiesta di chiarimenti e una contestazione d'addebito, minacciandolo di proporre a suo carico la sospensione dall'insegnamento fino a sei mesi.
g) A tale contestazione il docente risponde smontando punto per punto le accuse mossegli, con una memoria di cinque pagine incentrata sull'accusa di razzismo, che di fatto capovolge contro gli accusatori ricordando che l'atteggiamento della Chiesa verso gli ebrei è sempre stato improntato alla carità soprannaturale, ben diversa dalle false concordie umane, e che comunque la questione della razza c'entra come i cavoli a merenda.
h) Il docente dedica tre ore di lezione a chiarire con gli studenti tutti gli eventuali dubbi in loro insorti e, constatato che tutto è stato chiarito, procede con lo svolgimento del programma. Nel frattempo, tutto procede normalmente anche in I D:
i) A freddo e inopinatamente, nonostante non rimanessero più equivoci, l'8 ottobre la classe II C esce dall'aula all'ingresso del docente, e continua imperterrita in questa azione fino al 27 novembre, benché il docente sia presente in cattedra.
l) Il 12 ottobre il dirigente scolastico convoca un Consiglio di classe straordinario alla presenza di tutti i genitori e di tutti gli studenti, che in quella circostanza invita a rientrare in classe, ma senza distribuire loro, come aveva promesso, le controdeduzioni del docente; i genitori ascoltano (?) i chiarimenti del prof. Damiani ma alla fine ribadiscono la loro decisione, leggendo un comunicato evidentemente già preparato prima in cui non tengono minimamente conto dei suddetti chiarimenti né di quelli fatti in classe con gli studenti.
m) Nel frattempo il docente viene a sapere che già a giugno, quindi ben prima che egli prendesse possesso della nuova cattedra, il signor M. S., presidente del comitato genitori, aveva telefonato al CSA di Padova per chiedere che all'insegnante fosse impedito di insediarsi nel suo posto di lavoro, paventando "gravi conseguenze" dal suo arrivo. Nei confronti del S. e della S. il docente sporge denuncia per diffamazione.
n) Il 18 ottobre il dirigente scolastico rivolge al docente un'altra contestazione d'addebito per sue frasi pronunciate in classe I D (una sul revisionismo olocaustico e altre di critica all'evoluzionismo), cui il docente replica con sintetiche controdeduzioni;
o) Il 19 ottobre il docente ha il primo colloquio con l'ispettore S. Q..
p) il 3 novembre il d.s. fa recapitare al docente una lettera anonima dichiarando che sarebbe stata scritta da genitori di alunni di Cittadella, sede centrale della scuola, dove il docente insegnava lo scorso anno, in cui lo si accusa di aver lasciato sulla cattedra il testo di una versione di latino e lo si accusa perciò di "disonestà", con altre pesanti considerazioni sulla sua persona. L'accusa è falsa (il docente, che nulla ne sapeva, è convinto che gli studenti se ne siano fraudolentemente impadroniti e ritiene che la versione andasse annullata; da notare che per tutto l'anno era stato accusato dell'esatto contrario, ossia di dare versioni troppo difficili e voti troppo bassi) ma il prof. Damiani si limita a replicare che non è suo costume prendere in considerazione lettere anonime, stupito che un capo d'istituto si abbassi ad atti così meschini. Decide di sporgere denuncia per diffamazione contro ignoti. Il dirigente non risponde mai più alla richiesta di fornire i nominativi dei firmatari e lascia cadere la cosa.
q) L'8 novembre il docente ha il secondo, ampio colloquio con l'ispettore S. Q.
r) Il 10 novembre, nel corso del Consiglio di classe, i rappresentanti dei genitori, invitati dal dirigente scolastico (e in precedenza anche dall'ispettore) a recedere dalla loro posizione (il d.s. li invita a far tornare i figli in classe o a iscriverli in altra scuola), ribadiscono invece la loro linea di condotta.
s) Il 26 novembre il direttore generale regionale del MIUR per il Veneto, C. P., infligge al docente la sospensione cautelare dall'insegnamento, con privazione dello stipendio sostituito da un "assegno alimentare", benché nessuna sentenza sia stata pronunciata sul suo conto, dichiarando che la relazione ispettiva è al suo "attento esame"., Oggi, 18 dicembre 2004, tale "attento esame" procede, mentre l'insegnante è tuttora senza stipendio, né sa quando tale situazione finirà. La Direzione regionale, richiesta di fornire all'interessato copia della relazione ispettiva in base alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi, ha finora differito la richiesta, ricevuta il 13 dicembre, benchè il docente e il suo avvocato abbiano fatto presente l'urgenza del rilascio del documento, necessario per la predisposizione del ricorso al giudice del lavoro.
.....e peggio verrà, se non facciamo qualcosa.
Mimmo Muolo
Il Papa agli universitari: “Cercate Cristo”
Avvenire, 15 dic.
«Il Figlio di Dio, che per la nostra salvezza si è fatto uomo, vi porti il coraggio di cercare la verità di voi stessi nella luce del suo amore infinito».
Laicismo,
un'identità aperta e forte
non ha bisogno
di escludere gli altri
Giancarlo Cesana,
La Repubblica, 28.12.2004
Marcello Veneziani
Per non turbare i musulmani abbiamo cambiato il Natale
Libero, 14 dic.
«A Treviso in una scuola elementare si abolisce il presepe e si sostituisce con la recita di Cappuccetto Rosso; nel Vicentino varie scuole, per non urtare la sensibilità dei musulmani, hanno vietato il presepe; a Viareggio, al posto della canzone violenta ed eversiva “Tu scendi dalle stelle”, viene cantata la canzone “Stella” di Antonello Venditti».
Pedro J. Ramírez è il direttore di giornale più celebre di Spagna. Preso di mira in passato dal Partito Socialista per aver indagato e svelato i crimini di Stato del Psoe, i cui membri avevano intrapreso la guerra contro l’Eta, ha abbandonato in seguito la sua tacita alleanza con José María Aznar, condannando la guerra in Iraq e l’alleanza spagnola con gli Stati Uniti. Impossibile essere più liberi dal punto di vista giornalistico. È un dandy che veste in maniera impeccabile, sposato con la disegnatrice di moda dell’alta società spagnola Agatha Ruiz de la Prada. Il direttore del giornale El Mundo si è recato al Meeting di Rimini in agosto e su di esso ha espresso un parere molto chiaro: «Non avrei mai pensato che un movimento cattolico potesse dare vita a un gesto di tale portata sociale e che potesse essere così pluralista». buona lettura FabioT:-)
Perché Nietzsche ha torto
Intervista a Pedro J. Ramírez, fondatore e direttore del giornale spagnolo El Mundo. Di fronte al venire meno della ragione, la necessità di un’educazione al realismo: «I fatti sono sacri, le interpretazioni libere. Esistono ambiti in cui il relativismo non funziona». I limiti della scienza, il contributo della Chiesa e gli errori del Governo spagnolo. Dialogo a tutto campo con una personalità aperta e libera
a cura di Cristina López Schlichting
Diceva Nietzsche che «non esistono i fatti, esistono solo le interpretazioni».
Non sono d’accordo. I fatti hanno una dimensione oggettiva a partire dalla quale iniziano le interpretazioni. Il nucleo del giornalismo genuino è la ricerca della verità secondo la famosa espressione: «I fatti sono sacri, le interpretazioni libere». La conoscenza dei fatti è la base di qualsiasi informazione, ma anche di qualsiasi possibilità di convivenza, di relazione sociale.
Il valore della vita, la persona, il rispetto verso l’altro sembrano indeboliti oggi. Malgrado la confusione, esiste a suo giudizio qualche evidenza elementare, al di là della quale sia impossibile discutere?
C’è qualcosa “al di qua”. Valori fondamentali che precedono qualsiasi interpretazione. Un assassinio è un assassinio, un crimine è un crimine, un’aggressione è un’aggressione. La violenza, al di là dei suoi attori, vittime o motivi, è violenza. Si tratta di un dato indiscutibile in quanto è constatabile. Appartiene, infatti, all’ordine delle cose iscritte nel cuore stesso dell’uomo.
Nell’epoca attuale molte questioni cruciali, come la definizione di vita umana, la sperimentazione genetica, la clonazione, sembrano un feudo della scienza. La gente arriva a comandare i propri sentimenti sulla base delle indicazioni mediche: recentemente una nostra amica infermiera si è congratulata con una coppia che si stava recando a una visita ginecologica di controllo. «Chissà come sarai contento di essere papà!», ha detto al marito. Egli le si è avvicinato: «Finché non sappiamo se il bambino è sano, io non mi sento assolutamente papà». Dobbiamo metterci nelle mani degli “esperti”?
La scienza e i sentimenti sono due ambiti distinti. Per esempio: quand’è che uno si sente padre? È una questione soggettiva: c’è chi si sente padre nello stesso momento del concepimento; chi nemmeno dopo la Prima Comunione del figlio. Altro è il criterio scientifico. È difficile stabilire ciò che debba venire prima. La scienza non ha posto dati obiettivi sull’origine della vita, tuttavia io penso: «Nel dubbio, pro reo». Se i rischi che si corrono danneggiassero soltanto se stessi, io quasi quasi sceglierei di correrli; ma se vi è in gioco la vita di un altro, tenderei a prendere il massimo delle precauzioni.
> Il testo integrale è su Tracce n. 11 - 2004
MAMMA MIA...
Leggo su Il Giornale, in un articolo di Stefano Lorenzetto, delle dichiarazioni rilasciate a Repubblica il 19 marzo 1985, dal deputato di Rifondazione Comunista Nichi Vendola: "Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra di loro, o con gli adulti - tema ancora più scabroso - e trattarne con chi la sessualità l'ha vista sempre in funzione della famiglia e della procreazione". Piacerebbe capire cosa intende per "diritto dei bambini" ad avere rapporti sessuali con adulti.
Ho letto di qualche smentita, mai con le parole virgolettate dell'interessato, e di altri episodi che sostanzialmente confermano il pensiero espresso in quell'intervista, con il ricarico radicale di Capezzone che spiega che la pedofilia "al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato".
Vorrei capire, perchè i termini usati sono chiari e senza distinguo: "pedofilia", non rapporti consenzienti tra un/a tredicenne o quattordicenne e un adulto: pedofilia che tra l'altro non andrebbe trattata, secondo Capezzone, come reato. Forse Nichi Vendola farebbe bene a specificare una volta per tutte cosa intendesse dire, e con lui anche Daniele Capezzone.
IL TEOLOGO CLÉMENT: «100 ANNI DOPO, IN FRANCIA LA LEGGE SULLA SEPARAZIONE TRA STATO E CHIESE MOSTRA I SUOI LIMITI»
Europa, laicità grottesca
«L’anticlericalismo del passato si è alleato con un nuovo laicismo come reazione all’islam. E noi cristiani accettiamo la sfida?»
Da Parigi Daniele Zappalà
«N
on si parla del Cristo e mi pare doloroso, tragico, che sia per via dell'islam che si ricomincia a parlare della realtà religiosa in Francia e in altri Paesi europei». Per il grande teologo ortodosso Olivier Clément, che vive nella Parigi oggi simbolo dell'offensiva laicista, non si deve sottovalutare il rischio di nuovi deserti spirituali nell'Europa nascente. Perché «un anticlericalismo di vecchia data si è diluito in un nuovo laicismo, profittando della necessità reale di ripensare i rapporti civili in ragione della presenza dell'islam».
e intanto La Regione Campania pubblica un’Agenda anticristiana
NAPOLI, giovedì, 23 dicembre 2004 (ZENIT.org).- La Regione Campania ha pubblicato una “Agenda della Pace”, finanziata con cinquantamila Euro attinti ai fondi pubblici, dove sono stati cancellati tutti i santi e le feste cristiane.
L’Agenda, nella quale festività religiose come il Natale, la Pasqua e la Pentecoste sono state abolite o l’Epifania è diventata il “giorno dei bimbi”, indica i giorni del calendario menzionando le diverse manifestazioni pacifiste avvenute nel mondo, o eventi come la migrazione del profeta Maometto a Medina e il capodanno cinese.
La Giunta che guida la regione Campania ha anche approvato un documento che raccomanda alle scuole di chiudere in occasione delle festività islamiche e buddiste.
Per capire cosa sta accadendo in una delle Regioni più devote d’Italia, ZENIT ha intervistato l’ingegnere Vincenzo Tuccillo, direttore della Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa , “Girolamo Savonarola” di Napoli.
Cinquantamila Euro di fondi pubblici per pubblicare e distribuire nelle scuole un’Agenda che ricorda Maometto, le festività buddiste e dimentica Cristo. Come si può spiegare?
Tuccillo: Quando non si hanno modelli da proporre si cerca di mascherare la pochezza con l’apertura ai lontani, ma dubito che i propositori dell’agenda si siano mai preoccupati di comprendere le necessità dei diversi e dei lontani offrendo loro un accoglienza rispettosa della dignità umana.
La invito ad un fine settimana napoletano per costatare come la città accoglie gli extracomunitari, i nomadi, i senza fissa dimora. Il meglio che si riesce ad offrire sono i portici della stazione o le baraccopoli, dove la mortalità infantile è altissima.
Si dimentica Cristo perché è l’unico che può offrire la vera Pace. Cristo annuncia la vera Pace, fatta di Libertà, di Giustizia di Tolleranza ma anche dell’affermazione del principio dell’unicità della Verità. Cinquantamila euro sarebbero spesi meglio se investiti in azioni reali di accoglienza.Tutto sembra essere ipocrisia politica.
La maschera della democrazia è facile da indossare, ma solo la Chiesa Cattolica in un suo documento ufficiale di magistero, l’enciclica Centesimus annus del 1991, ha affermato come essa apprezzi: “Il sistema della democrazia, in quanto assicura la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e garantisce ai governati la possibilità sia di eleggere e controllare i propri governanti, sia di sostituirli in modo pacifico, ove ciò risulti opportuno”.
Che tipo di ideologia è quella che in nome della tolleranza religiosa vuole eliminare dalla storia il Cristianesimo?
Tuccillo: E’ la stessa pseudo ideologia che qualche settimana fa ha fatto nascere il problema dei Presepi nelle scuole e prima ancora dei Crocifissi. Forse quei presidi e quegli insegnanti che hanno ritenuto opportuno abolire il presepe e l’alberello e Babbo Natale nelle scuole italiane, per non urtare una supposta suscettibilità degli studenti musulmani, hanno tratto l’ispirazione dallo stesso relativismo culturale che, oggi, ha ispirato la Regione Campania.
Costoro, molto probabilmente, non conoscono i versetti del Corano (Sura III 45-46) che recitano: “E quando gli angeli dissero a Maria: O Maria, Dio t’annunzia la buona novella d’una Parola che viene da Lui, e il cui nome sarà il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro e uno dei più vicini a Dio. Ed egli parlerà agli uomini dalla culla come un adulto, e sarà dei Buoni”.
Perché se lo conoscessero saprebbero che l'Islam, al pari del cristianesimo, venera Gesù e Maria riconosce il dogma dell'Immacolata Concezione. Capirebbero che proprio la festa del Natale potrebbe rappresentare uno straordinario momento di condivisione spirituale, di partecipazione religiosa e di intesa umana tra cristiani e musulmani e quanti, in una visione solistica, si dicono Operatori di Pace.
E che proprio la scuola, la sede istituzionale e ideale dove si forgiano la mente e l'animo delle future generazioni, dovrebbe esaltare la festa di Natale, sottolineando l’entrata nella storia dell’Uomo-Gesù, figlio di Giuseppe il Falegname e di Maria la Vergine, rendendolo un passo saliente verso il traguardo della comune civiltà dell'uomo.
A quale utopia intendono ispirarsi coloro che vogliono eliminare il contributo e la presenza di una concezione cristiana dell'uomo e della vita?
Tuccillo: Posso solo sperare che non si ispirino alle utopie fallimentari del XX secolo che hanno prodotto milioni di vittime innocenti in nome del popolo, o della supremazia di un popolo su di un altro. E’ la stessa utopia che, in nome della libertà, censura chi professa pubblicamente le proprie convinzioni cristiane anche nello svolgimento della propria attività pubblica, plaudendo chi, in nome della libertà di costumi, fa della diversità un modello da seguire e non uno stato, o una scelta, da rispettare.
Ricordo che, in Belgio, il Re Baldovino, re ma anche cristiano dalle profonde convinzioni, si sospese per non firmare una legge sull’aborto, oggi nello stessa nazione in nome della “tolleranza” è stato cancellato un murales pacifista solo perché di matrice cristiana.
Quando le amministrazioni non hanno valori da proporre richiedono maggiori “forze dell’ordine” o si risvegliano, dopo lunghi silenzi, costituendo “movimenti per la città”. E’ quello che sta succedendo a Napoli e in Campania.
Mi verrebbe da chiedere dove fosse la maggioranza di questi pii cittadini mentre la città di Napoli e la Regione perdeva la propria tradizione sociale, la tolleranza verso i diversi, il senso della legalità.
Forse dopo qualche evento eclatante si è visto qualche politico? Non mi sembra di averli mai visti offrire il proprio contributo gratuito a chi, con grande fatica morale, intellettuale ed economica ha cercato di offrire un futuro basato sulla Pace, sulla Libertà, sulla Tolleranza, rispettoso di quella profonda dignità che solo nel Cristianesimo trova il vero alimento.
L’attuale situazione della cittadinanza napoletana e campana mi sembra che sia più grave di quanto possa sembrare. Napoli è la regione del Meridione che, oggi, rispetto allealtre soffre di più i forti ritardi di interventi strutturali che dovrebbero essere la base per poter permettere lo sviluppo a più livelli: economico, sociale ed umano.
Come hanno reagito i Cattolici napoletani di fronte a questa iniziativa? E in che modo si pensa di ribadire la presenza e la testimonianza cristiana nella Regione?
Tuccillo: La reazione dei Cattolici è nell’immutato impegno, come ribadito in un passo del documento redatto in occasione della 44a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani svoltasi a Bologna 7-10 ottobre 2004. In questo scenario, emerge una volta di più l’irrinunciabile necessità di affermare, salvaguardare e realizzare il “primato della politica”, di una politica ovviamente degna di questo nome.
È principalmente compito della politica ricostituire e mantenere una democrazia reale e sostanziale, una democrazia cioè che, oltre ad essere un “metodo”, si presenta ed è riconosciuta come un valore decisivo per esprimere la stima, l’apprezzamento, il giudizio di verità e di bene sull’uomo.
Vorrei citare a questo proposito l’esortazione espressa da Sua Santità Giovanni Paolo II a Loreto, lo scorso agosto, affinché i Cattolici si impegnino in politica unitariamente, forti della propria unicità e unità di Fede: il politico cattolico è un laico ma dalle radici profondamente cristiane.
| LA CHIESA E L’ITALIA «il Risveglio dell’Identità» Pubblichiamo alcuni brani dell’editoriale che il cardinale Camillo Ruini ha scritto per il prossimo numero - in libreria dal 10 gennaio - di Vita e pensiero , la storica rivista di cultura e dibattito dell'Università Cattolica, diretta dal rettore dell’ateneo, Lorenzo Ornaghi L’attentato terroristico dell’11 settembre 2001, tanto tremendo quanto inatteso, ha cambiato in maniera profonda gli scenari politici internazionali ed ha influito sui sentimenti collettivi, anzitutto negli Stati Uniti d’America ma in non piccola misura anche in molte altre nazioni tra cui l’Italia. Si sono avuti così un risveglio e una rinnovata presa di coscienza della nostra identità religiosa e culturale cristiana sia a livello di popolo sia in larga parte della cultura detta «laica». La percezione di questo risveglio non è stata ugualmente chiara e sollecita in tutti gli ambienti cattolici ed ecclesiali, dove sono emerse piuttosto sensibilità e valutazioni abbastanza differenziate. Non sempre, cioè, sono state avvertite le grandi opportunità, e al contempo le forti sfide, sia culturali sia propriamente pastorali, e in ultima analisi coinvolgenti la fede vissuta, poste dal riaffiorare dell’identità cristiana di fronte a una minaccia che pretende di richiamarsi ad un’altra religione, per quanto in maniera impropria e illegittima. L’atteggiamento più congeniale all’indole e alla missione del cristianesimo - che ha, fin dalle sue origini, anche una ineliminabile dimensione pubblica - e meglio conforme alle necessità attuali dell’Italia, come delle altre nazioni europee e dell’intera cosiddetta «civiltà occidentale», sembra piuttosto quello di rispondere positivamente alla richiesta, implicita in quel risveglio identitario, che la fede cristiana possa alimentare, senza rivendicazioni confessionali, una visione della vita e alcuni fondamentali valori etici il più possibile condivisi. In una simile materia, tanto importante quanto delicata e facilmente soggetta a confusioni ed equivoci, appaiono indispensabili però almeno due chiarimenti. In primo luogo bisogna essere consapevoli che il contributo della nostra fede alla vita e all’autocoscienza dei popoli non può non andare in senso autenticamente cristiano, orientandoli quindi non a una rivendicazione chiusa e conflittuale della propria identità, ma piuttosto a conservare e valorizzare questa identità promuovendo per quanto possibile la comprensione reciproca e la pace, la riconciliazione, la collaborazione anche con popolazioni di matrice religiosa e culturale diversa. Ugualmente essenziale è rendersi conto che il cristianesimo può svolgere in maniera efficace e duratura un simile ruolo pubblico solo se non si riduce ad un’eredità culturale del passato, ma è attualmente creduto e vissuto dalle persone concrete, nella sua verità e autenticità. Oltre alle tensioni geopolitiche divenute manifeste con l’attentato dell’11 settembre, un altro fattore di portata storica, che si può definire una nuova «questione antropologica», chiama oggi in causa la valenza culturale e sociale del cristianesimo. È in corso infatti, con una forza e una radicalità che si sono accresciute negli ultimi decenni, una trasformazione o ridefinizione dei modelli di vita, dei comportamenti diffusi e dei valori di riferimento, e sempre più anche delle scelte legislative, amministrative e giudiziarie, che cambia in profondità gli assetti sociali e i profili di una civiltà formatasi attraverso i secoli con il contributo determinante del cristianesimo. Ciò avviene con particolare evidenza negli ambiti della tutela della vita umana, della famiglia, della procreazione e di tutto il complesso dei rapporti affettivi, che rappresentano, insieme al lavoro, al guadagno e al sostentamento, e naturalmente alla sicurezza del vivere, i fondamentali interessi e le preoccupazioni quotidiane della gente. Con simili trasformazioni stanno sempre più interagendo, in questi anni, gli sviluppi delle scienze e delle tecnologie che riguardano il soggetto umano, in particolare il funzionamento del nostro cervello e i processi della generazione. L’uomo stesso si trova messo così radicalmente in questione, nella sua consistenza biologica come nella coscienza che ha di sé, e ciò non soltanto sul piano teoretico, come avveniva nel passato, ma anzitutto a livello del fare e dell’operare tecnologico. È facile inoltre, anche se poco giustificabile già sotto il profilo metodologico, farsi forti delle acquisizioni scientifiche e tecnologiche per cercare di ricondurre integralmente la nostra intelligenza e la nostra libertà al funzionamento dell’organo cerebrale e riproporne così una concezione dell’uomo puramente naturalistica, nella quale non c’è spazio per alcuna sua trascendenza, e tanto meno per una vita oltre la morte, ma diventa anche assai difficile fondare razionalmente quel ruolo centrale e quella dignità specifica del soggetto umano - da considerare sempre come un fine e mai come un mezzo, secondo la nota formula di Kant - che costituiscono il punto di riferimento decisivo della nostra civiltà. È questo, per sommi capi, il quadro dell’attuale «questione antropologica», che esige una precisa capacità di risposta, certamente da parte della Chiesa e dei credenti, ma anche di tutti coloro che hanno a cuore il valore unico della persona e il carattere genuinamente umanistico della società a cui apparteniamo. Una tale capacità di risposta non può non articolarsi a molteplici livelli, così come tende ad essere globale la «questione antropologica»: dovrà riguardare pertanto i comportamenti concreti come la ricerca scientifica, la fede vissuta e la pastorale della Chiesa come il pensiero filosofico e teologico, la comunicazione sociale e le creazioni dell’arte, le scelte politiche, legislative ed economiche; in una parola, tutto ciò che forma la cultura di un popolo o di un insieme di popoli. (...) Nonostante queste difficoltà, l’Italia è in ogni caso una delle nazioni europee in cui la Chiesa è più viva e presente, e pertanto meglio attrezzata per la «nuova evangelizzazione». Dal punto di vista della religione cristiana e del suo ruolo storico, l’Italia è dunque un Paese di primaria importanza, diversamente dall’opinione che spesso si ha di essa sotto altri profili. Naturalmente ciò comporta specifiche responsabilità, di cui è giusto essere consapevoli: le parole di Giovanni Paolo II nella lettera ai vescovi italiani del 6 gennaio 1994, «all’Italia, in conformità alla sua storia, è affidato in modo speciale il compito di difendere per tutta l’Europa il patrimonio religioso e culturale innestato a Roma dagli Apostoli Pietro e Paolo», non possono pertanto essere considerate una semplice enfatizzazione di circostanza. * | |
| Cardinale Vicario di Roma, presidente della Conferenza episcopale italiana | |
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