Costituzione Irachena: una pietra miliare per il mondo arabo
Come è stato messo in evidenza da Magdi Allam sul Corriere della Sera, da Il Foglio e da pochi altri (purtroppo), la bozza della nuova Costituzione irachena è una "pietra miliare nel processo di democratizzazione del mondo arabo". Non solo perché espressa dai legittimi rappresentanti del popolo e per aver riconosciuto "il diritto all'autogoverno delle singole comunità etnico-confessionali", ma soprattutto per "la messa fuorilegge della pratica del takfir, ovvero della condanna di apostasia dei musulmani".
Perché, spiega Magdi Allam:
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[...] è questa la vera radice dell'odio religioso che ha legittimato e autorizzato la lunga scia di sangue a partire dall'assassinio del presidente egiziano Sadat il 6 ottobre 1981, dal massacro di 150 mila civili algerini dopo il 1992, fino alla recente deriva del terrorismo globalizzato che colpisce ovunque e indiscriminatamente musulmani, cristiani, ebrei, arabi, occidentali e orientali. Nel momento in cui Al Qaeda ha trasformato l'Iraq nella prima linea della sua guerra santa contro tutti gli infedeli e gli apostati, la Costituzione irachena ha correttamente individuato nella pratica dell'apostasia il fulcro del male dell'islam. Se si pensa che oggi il 95 per cento delle vittime del terrorismo sono iracheni, che il 90 per cento delle vittime cade per mano di kamikaze islamici, che il 90 per cento dei kamikaze islamici sono stranieri di cui il 55 per cento sauditi, è evidente la radice ideologica del terrorismo. Sono migliaia gli aspiranti kamikaze sauditi, convinti dal fondamentalismo islamico wahhabita a considerare legittimo il massacro degli sciiti in quanto eretici, che approdano volontariamente in Iraq per espletare il loro «martirio». [...] |

La rosa bianca (cliccaci)


HANS SCHOLL (24 anni), SOPHIE SCHOLL (21 anni), ALEXANDER SCHMORELL (25 anni), CHRISTOPH PROBST (23 anni, sposato, padre di tre figli in tenerissima età), WILLI GRAF (25 anni) E IL LORO PROFESSORE DI FILOSOFIA (che, con Willi Graf si aggrega al gruppo soltanto negli ultimi mesi): KURT HUBER, Questi ragazzi sono la "Rosa bianca", l'unico gruppo di "resistenza" in Germania durante tutto il regime nazista. Sessant'anni fa, il 22 febbraio 1943, furono processati e condannati a morte, vennero decapitati nello stesso giorno dopo solo qualche ora dalla sentenza.
La loro colpa era di aver scritto e distribuito sei volantini antinazisti.
Ci è sembrato importante presentare ai nostri lettori un episodio spesso trascurato all'interno della tragedia nazista. Al di là del valore pratico della resistenza messa in atto dai ragazzi della "Rosa Bianca", ciò che va sottolineato è il valore etico della loro azione. La resistenza che questi giovani cercavano di suscitare nel popolo tedesco era una forma di non violenza: la disobbedienza. La pericolosità dell'atto di dissenso per un regime totalitario e oppressivo rappresenta il maggior pericolo.
Non è la violenza che può spaventare i teorici dell'oppressione ma il pensiero che, finalmente libero, fa della disobbedienza arma di libertà.
Eppure si trattava di un gruppetto di soli sei ragazzi (quelli della foto) ed una ragazza (Sophie, nella foto è in alto sulla inferriata). Vi era una mostra bellissima al Meeting di Rimini sulla "Rosa bianca".
Questa è la "resistenza". Bisognerebbe spiegarlo a Lilli Gruber, Prodinotti e soprattutto a quelli del Campo Antimperialista.
L' INTERVENTO DI FERRARA IN REAL AUDIO e VIDEO
Audio intervento, ma se volete anche vederlo SUPERLAICIvideo


Rimini, 25 ago. - (Adnkronos/Ign) - Un tifo da stadio ha accolto la prima volta di Giuliano Ferrara al Meeting di Rimini. Applausi scroscianti, battimani ritmati e slogan hanno salutato il direttore de 'Il Foglio' intervenuto al raduno di Comunione e liberazione. Più di duemila persone lo hanno ascoltato, mentre altre tremila, che non hanno trovato posto nell'auditorium, hanno seguito l'intervento sui maxi schermi. E' comparso anche uno striscione: ''Sono qui i Ferrara-boys''.Il superlaico (titolo dell'incontro) ricambia «Con voi c'è la possibilità di stupirsi vicendevolmente. Qui c'è un bel pluralismo, che Dio ve lo conservi. Io sono laico, ma rivendico la libertà di pensare che monsignor Caffarra è più intelligente di Umberto Eco e che il teologo Ratzinger è più significativo di Vattimo»
Tra gli applausi della platea ciellina, Giuliano Ferrara ha affermato: ''L'aborto è uno scandalo moderno, anche se deve essere regolamentato e reso legittimo dalle leggi. Ma resta pur sempre uno scandalo''. Il direttore de 'Il Foglio' è stato invitato per spiegare il suo sostegno alla battaglia in difesa della vita, al fianco dei cattolici, contro il referendum sulla fecondazione assistita. Tra le altre cose ha definito la difesa ad oltranza dell'aborto come frutto di un ''positivismo barbarico, pura ideologia della peggior specie''. Ma questa riflessione, ha aggiunto, non porta a far ritenere di attualità l'abrogazione della legge sull'aborto.
Nel suo applauditissimo intervento Ferrara ha cercato di spiegare le ragioni che da laico lo portano a ritenere plausibili molte istanze care alla Chiesa cattolica, come la difesa dell'istituzione del matrimonio e della famiglia. Si è dichiarato contrario ai matrimoni omosessuali pur riconoscendo che lo Stato deve trovare il modo di garantire i diritti sociali anche alle convivenze civili tra persone dello stesso sesso. ''Ma la completa equiparazione tra matrimonio tradizionale e nozze gay non c'entra niente. Il matrimonio è un'istituzione importante, se la si equipara, la si decostruisce assimilandola ad altro si fa solo una bella sceneggiatura di un film del regista Pedro Almodovar ma non si fa un gesto laico''. Il direttore de 'Il Foglio' ha poi criticato l'evoluzionismo e il darwinismo sfrenati. ''I super laicisti hanno fatto di Darwin il super idolo. Comunque sempre meglio Darwin del professor Umberto Veronesi che vuole fare di noi subito delle scimmie'', ha ironizzato Ferrara.
Il giornalista si è anche scagliato contro il preteso diritto delle donne di avere un figlio ad ogni costo con la fecondazione artificiale quando ormai sono ultraquarantenni, mentre un ''pregiudizio culturale'', invita le ventenni e trentenni a preferire l'astensione dalla maternità. ''Oggi si vuole un figlio ad ogni costo a 40 anni e per questo si sacrificano anche 27 embrioni''. Infine, ha concluso: ''Devo dire con sincerità che non ho mai trovato tanto desiderio di libertà nel mondo liberale o in quello comunista quanto nel mondo oscurantista e fideista cattolico''. Al termine dell'incontro Ferrara è stato letteralmente preso d'assalto da decine di persone. ''Sinceramente non mi aspettavo questa accoglienza'', ha commentato il giornalista, non nascondendo un certo imbarazzo.