Circolo Giorgio La Pira di Perugia

Il Circolo si riunisce tutti i giovedi dalle 19,00 alle 20,15 presso il centro Mater Gratiae di Montemorcino (Pg).
mercoledì, 31 agosto 2005

Costituzione Irachena: una pietra miliare per il mondo arabo
firma della costituzione irachenaCome è stato messo in evidenza da Magdi Allam sul Corriere della Sera, da Il Foglio e da pochi altri (purtroppo), la bozza della nuova Costituzione irachena è una "pietra miliare nel processo di democratizzazione del mondo arabo". Non solo perché espressa dai legittimi rappresentanti del popolo e per aver riconosciuto "il diritto all'autogoverno delle singole comunità etnico-confessionali", ma soprattutto per "la messa fuorilegge della pratica del takfir, ovvero della condanna di apostasia dei musulmani".
Perché, spiega Magdi Allam:

[...] è questa la vera radice dell'odio religioso che ha legittimato e autorizzato la lunga scia di sangue a partire dall'assassinio del presidente egiziano Sadat il 6 ottobre 1981, dal massacro di 150 mila civili algerini dopo il 1992, fino alla recente deriva del terrorismo globalizzato che colpisce ovunque e indiscriminatamente musulmani, cristiani, ebrei, arabi, occidentali e orientali. Nel momento in cui Al Qaeda ha trasformato l'Iraq nella prima linea della sua guerra santa contro tutti gli infedeli e gli apostati, la Costituzione irachena ha correttamente individuato nella pratica dell'apostasia il fulcro del male dell'islam. Se si pensa che oggi il 95 per cento delle vittime del terrorismo sono iracheni, che il 90 per cento delle vittime cade per mano di kamikaze islamici, che il 90 per cento dei kamikaze islamici sono stranieri di cui il 55 per cento sauditi, è evidente la radice ideologica del terrorismo. Sono migliaia gli aspiranti kamikaze sauditi, convinti dal fondamentalismo islamico wahhabita a considerare legittimo il massacro degli sciiti in quanto eretici, che approdano volontariamente in Iraq per espletare il loro «martirio». [...]

[gino]
postato da fabiotar alle ore agosto 31, 2005 14:37 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: politica internazionale


mercoledì, 31 agosto 2005

 
 

Partito unico sì, pensiero unico no

A un primo impatto il ragionamento pare convincente: «Se la pensiamo diversamente su temi tanto importanti, che ci stiamo a fare nello stesso partito?». Ed è proprio poggiandosi su questo principio che in alcuni settori della maggioranza si va facendo strada il dogma per cui nel futuribile partito unico del centrodestra debbono avere diritto di cittadinanza solo quelli che la pensano in un certo modo. Sul taglio delle tasse e gli aiuti alle famiglie, ad esempio. O sull’Iraq e i rapporti atlantici, sulla fecondazione assistita, sulla flessibilità del lavoro e le garanzie del welfare, sull’aborto, sulle riforme istituzionali. E domani su chissà cos’altro. Eppure la sensatezza del ragionamento è solo apparente. Il principio secondo il quale per dar vita al partito unico occorra un pensiero unico è un suicidio politico. Lo sanno bene i consiglieri di Silvio Berlusconi, che gli hanno spiegato la necessità di evitare ogni conventio ad excludendum, ricordandogli l’importanza di «massimizzare l’offerta politica agli elettori». Ovviamente, non è certo il premier la persona da convincere: il nodo riguarda gli alleati, primi tra tutti i folliniani, i quali pongono come condizione che il programma del nuovo soggetto sia di «matrice democristiana».
  Continua qui
 

Berlusconiadi/3: le radici del Polo nella fine della politica ideologica

 

Vincere per proseguire sulla strada del rinnovamento. Dovrebbe essere uno slogan cardine della campagna elettorale del centrodestra per la partita delle prossime politiche. Bisogna convincersi del cambiamento in atto guardando come la nostra società, come il rapporto tra Stato e cittadino da più di un decennio si stia trasformando.
L’alleanza di centrodestra non nacque nelle segreterie di partiti, che allora a stento esistevano, ma nacque come un bisogno naturale del Paese, di quella parte del Paese, stanca sì della partitocrazia e della lottizzazione della cosa pubblica, ma stanca soprattutto di uno stato inefficiente e dei Robespierre illusi di cambiare il sistema tagliando quelle quattro teste imbalsamate che ormai più nulla contavano.
postato da fabiotar alle ore agosto 31, 2005 09:13 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica nazionale


lunedì, 29 agosto 2005

La rosa bianca (cliccaci)

 

HANS SCHOLL (24 anni), SOPHIE SCHOLL (21 anni), ALEXANDER SCHMORELL (25 anni), CHRISTOPH PROBST (23 anni, sposato, padre di tre figli in tenerissima età), WILLI GRAF (25 anni) E IL LORO PROFESSORE DI FILOSOFIA (che, con Willi Graf si aggrega al gruppo soltanto negli ultimi mesi): KURT HUBER, Questi ragazzi sono la "Rosa bianca", l'unico gruppo di "resistenza" in Germania durante tutto il regime nazista. Sessant'anni fa, il 22 febbraio 1943, furono processati e condannati a morte, vennero decapitati nello stesso giorno dopo solo qualche ora dalla sentenza.
La loro colpa era di aver scritto e distribuito sei volantini antinazisti.
Ci è sembrato importante presentare ai nostri lettori un episodio spesso trascurato all'interno della tragedia nazista. Al di là del valore pratico della resistenza messa in atto dai ragazzi della "Rosa Bianca", ciò che va sottolineato è il valore etico della loro azione. La resistenza che questi giovani cercavano di suscitare nel popolo tedesco era una forma di non violenza: la disobbedienza. La pericolosità dell'atto di dissenso per un regime totalitario e oppressivo rappresenta il maggior pericolo.
Non è la violenza che può spaventare i teorici dell'oppressione ma il pensiero che, finalmente libero, fa della disobbedienza arma di libertà.
Eppure si trattava di un gruppetto di soli sei ragazzi (quelli della foto) ed una ragazza (Sophie, nella foto è in alto sulla inferriata).  Vi era una mostra bellissima al Meeting di Rimini sulla "Rosa bianca".

 

Questa è la "resistenza". Bisognerebbe spiegarlo a Lilli Gruber, Prodinotti e soprattutto a quelli del Campo Antimperialista.

postato da fabiotar alle ore agosto 29, 2005 22:22 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: storia vera


lunedì, 29 agosto 2005


 L' INTERVENTO DI FERRARA IN REAL AUDIO e VIDEO

 Audio intervento, ma se volete anche vederlo SUPERLAICIvideo


La grande amicizia negli ultimi tempi fra i Superlaici (Ferrara, Pera e da ultima - io ci spero - Oriana Fallaci) con i cattolici ed in particolare con l'attuale pontefice dimostra che la ragione laica e la fede cattolica sono fra loro alleate. I ragazzi del Meeting lo dicono infatti da 50 anni, da quando cioè un giovanissimo Don Giussani (il fondatore di C.L.) iniziò ad insegnare religione nel liceo Berchet di Milano e nacque il primo nucleo di quelli che poi diventeranno i "ciellini".
Ed insegnava che la fede è ragionevole. Perchè la ragione è guardare la realtà in tutti i suoi fattori.
Il Giuss ebbe una furibonda discussione sulla ragione col professore di filosofia del liceo Berchet che sosteneva la ragione illuministica, scientifica, che fa dire: «Credo solo a quello che vedo, a quello che provo». Alla fine della discussione don Giussani, attorniato dai ragazzi, chiese al professore: «Senta, io non sono mai stato in America, eppure sono sicurissimo che l'America esista. Lei crede che c'è l'America?». Don Giussani commenta: «E lui, poveretto, fu coerente e disse: "no"». Andando via don Giussani disse ai ragazzi: «Giudicate voi chi ha l'idea migliore di ragione»...
Non è una caso allora che il tema della prossima edizione del Meeting (la XXVII) dopo la libertà è sulla ragione.
[sorvegliatospeciale]

 

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categoria: laic ismi


lunedì, 29 agosto 2005

 
Continuo a credere che la candidatura di Berlusconi sia un gran bel regalo alla scompaginata  Compagnia dell'Unione!
L'unico cemento che può ancora tenere uniti Bertinotti, Rutelli, Prodi e Mastella.

 

 

 
postato da fabiotar alle ore agosto 29, 2005 21:35 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: politica nazionale


lunedì, 29 agosto 2005

MEDIOEVO

Il medievista Marco Meschini, firma, come me, della rivista di apologetica «Il Timone» (fatevene mandare copia gratis: info@iltimone.org) e de «Il Giornale», nel presentare su quest’ultimo la collana di libri sul Medioevo acclusa al quotidiano, il 28 agosto 2005 ha parlato delle Crociate, tema spinoso e tornato alla ribalta col terrorismo islamico. So per certo che molti critici delle Crociate, specialmente cattolici, non hanno mai letto un solo libro su di esse, preferendo giudizi moralistici sulla base di frasi estrapolate dai Vangeli o di discorsi diplomatici del papa. Personalmente non ritengo che papa scacci papa, e so che per secoli fior di papi le Crociate le hanno non solo proclamate e talvolta anche organizzate (salvando l’Europa come a Ostia nel IX secolo, a Lepanto nel 1571 e a Vienna nel 1683) mandando a predicarle santi come Bernardo di Chiaravalle, Caterina da Siena, Giovanni da Capestrano, Marco d’Aviano, ma anche accludendo indulgenze plenarie per chi ci andava. Siamo chiari: è un’eresia pensare che la Chiesa abbia seminato errori per secoli, salvo poi cambiare idea coll’ultimo Concilio. Meschini, molto più diplomatico di me, così conclude il suo articolo: «E’ ammirevole il paziente tentativo di dialogo con l’Islam che il papato porta avanti. Non dimentichiamoci però che giià nel Duecento un papa di grande levatura, Innocenzo III (il papa di s. Francesco, ndr), scrisse per due volte al sultano d’Egitto chiedendo che cessassero le guerre nel nome dell’unico Dio. La risposta? La stiamo ancora aspettando».   POSTATO DA GIOVANNI LO VAGLIO ______________
postato da fabiotar alle ore agosto 29, 2005 14:58 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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lunedì, 29 agosto 2005

FERRARA SUPERLAICO
Meeting Cl, Ferrara: ''L'aborto è uno scandalo moderno''
«Non ho mai trovato  tanta passione per la libertà nel mondo comunista e liberale di quanta ne ho trovata negli ambienti che verrebbero definiti oscurantisti»

Rimini, 25 ago. - (Adnkronos/Ign) - Un tifo da stadio ha accolto la prima volta di Giuliano Ferrara al Meeting di Rimini. Applausi scroscianti, battimani ritmati e slogan hanno salutato il direttore de 'Il Foglio' intervenuto al raduno di Comunione e liberazione. Più di duemila persone lo hanno ascoltato, mentre altre tremila, che non hanno trovato posto nell'auditorium, hanno seguito l'intervento sui maxi schermi. E' comparso anche uno striscione: ''Sono qui i Ferrara-boys''.Il superlaico (titolo dell'incontro) ricambia  «Con voi c'è la possibilità di stupirsi vicendevolmente. Qui c'è un bel pluralismo, che Dio ve lo conservi. Io sono laico, ma rivendico la libertà di pensare che monsignor Caffarra è più intelligente di Umberto Eco e che il teologo Ratzinger è più significativo di Vattimo»
Tra gli applausi della platea ciellina, Giuliano Ferrara ha affermato: ''L'aborto è uno scandalo moderno, anche se deve essere regolamentato e reso legittimo dalle leggi. Ma resta pur sempre uno scandalo''. Il direttore de 'Il Foglio' è stato invitato per spiegare il suo sostegno alla battaglia in difesa della vita, al fianco dei cattolici, contro il referendum sulla fecondazione assistita. Tra le altre cose ha definito la difesa ad oltranza dell'aborto come frutto di un ''positivismo barbarico, pura ideologia della peggior specie''. Ma questa riflessione, ha aggiunto, non porta a far ritenere di attualità l'abrogazione della legge sull'aborto.
Nel suo applauditissimo intervento Ferrara ha cercato di spiegare le ragioni che da laico lo portano a ritenere plausibili molte istanze care alla Chiesa cattolica, come la difesa dell'istituzione del matrimonio e della famiglia. Si è dichiarato contrario ai matrimoni omosessuali pur riconoscendo che lo Stato deve trovare il modo di garantire i diritti sociali anche alle convivenze civili tra persone dello stesso sesso. ''Ma la completa equiparazione tra matrimonio tradizionale e nozze gay non c'entra niente. Il matrimonio è un'istituzione importante, se la si equipara, la si decostruisce assimilandola ad altro si fa solo una bella sceneggiatura di un film del regista Pedro Almodovar ma non si fa un gesto laico''. Il direttore de 'Il Foglio' ha poi criticato l'evoluzionismo e il darwinismo sfrenati. ''I super laicisti hanno fatto di Darwin il super idolo. Comunque sempre meglio Darwin del professor Umberto Veronesi che vuole fare di noi subito delle scimmie'', ha ironizzato Ferrara.
Il giornalista si è anche scagliato contro il preteso diritto delle donne di avere un figlio ad ogni costo con la fecondazione artificiale quando ormai sono ultraquarantenni, mentre un ''pregiudizio culturale'', invita le ventenni e trentenni a preferire l'astensione dalla maternità. ''Oggi si vuole un figlio ad ogni costo a 40 anni e per questo si sacrificano anche 27 embrioni''. Infine, ha concluso: ''Devo dire con sincerità che non ho mai trovato tanto desiderio di libertà nel mondo liberale o in quello comunista quanto nel mondo oscurantista e fideista cattolico''. Al termine dell'incontro Ferrara è stato letteralmente preso d'assalto da decine di persone. ''Sinceramente non mi aspettavo questa accoglienza'', ha commentato il giornalista, non nascondendo un certo imbarazzo.

postato da fabiotar alle ore agosto 29, 2005 10:10 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: laic ismi


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