Circolo Giorgio La Pira di Perugia

Il Circolo si riunisce tutti i giovedi dalle 19,00 alle 20,15 presso il centro Mater Gratiae di Montemorcino (Pg).
lunedì, 31 ottobre 2005

Svago

Qui una caduta  irresistibile: buon divertimentoooooooooooooo!!!
postato da fabiotar alle ore ottobre 31, 2005 22:51 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 31 ottobre 2005

L’ on. Bertinotti non sfiaccola, senza se e senza ma!

C'era una volta il pacifista di sinistra, leggermente rifondista e molto comunista, ad ogni accenno di guerra a stelle e strisce rispondeva nudo e crudo "La guerra mai, senza se e senza ma"...capito? Senza SE e senza MA! Succede poi che il presidente iraniano minacci senza troppi giri di parole lo Stato d'Israele «Israele deve essere cancellato dalla carta geografica»tuona, in Europa piove lo sdegno e l'unanime condanna; un giornalista del Foglio organizza una fiaccolata (la tanto amata fiaccolata per risolvere qualsiasi problema internazionale, tanto cara proprio alla sinistra) e indovinate un pò? Il pacifista di sinistra per svicolare l'invito ritrova come per miracolo i SE, i MA ed anche un PERO'! Eccoveli:«Difendere lo stato di Israele è sacrosanto e su questo punto non bisogna avere incertezze. Ma, francamente, io parteciperei a una manifestazione con questa parola d’ordine solo se, contestualmente, si scendesse in piazza per la necessità di garantire la costituzione dello stato palestinese». «Dico che se cambia la parola d’ordine, cioè se si elimina l’omissione sulla garanzia dell’esistenza di un stato palestinese, possiamo anche immaginare una nostra partecipazione all’iniziativa lanciata da Giuliano Ferrara». «Perché davanti al fatto che il capo del governo iraniano dica "bisogna distruggere Israele", noi avremmo dovuto avere la prontezza di dire no, subito e senza incertezze. Avremmo dovuto farlo però per rilanciare l’esigenza del diritto di esistere di due popoli».

 

Infine «Quello che non mi convince di queste manifestazioni è l’unilateralismo. Che si possa di volta in volta dimenticare l’"uno" o l’"altro". E siccome l’"altro" ancora non c’è, secondo me è colpevole una manifestazione che partendo da una cosa giusta, perché la difesa dello stato di Israele è sacrosanta, dimentica l’altra parte del problema»...bhè detto da chi ha guidato manifestazioni unilaterali per il diritto d'abortire (dove l'altro, l'abortito era "contumace") lo trovo  senz'altro molto coerente!

postato da fabiotar alle ore ottobre 31, 2005 20:37 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica nazionale


lunedì, 31 ottobre 2005

Siate trasgressivi, amate Dio.

“Essere cristiani in questo terzo millennio significa essere dei veri rivoluzionari”

Contributo di un blogger (http://fuoridaidenti.ilcannocchiale.it) giunto per e-mail e già apparso per il quotidiano IL GIORNALE DELL'UMBRIA.
 

FOLIGNO – In un teatro san Carlo al limite della capienza, accolto da applausi scroscianti, ha fatto il proprio ingresso don Oreste Benzi, figura quanto mai conosciuta nel panorama mediatico oggigiorno. Invitato dal Sinodo Diocesano dei giovani per trattare il tema della “famiglia: una comunità accogliente”, il simpatico prelato riminese ha letteralmente ammaliato il pubblico intervenuto, impregnando il proprio vissuto di significative testimonianze. La famiglia come piccola chiesa, come comunità, questo il significato di un’istituzione fondamentale che si sta smarrendo nel tempo sotto i colpi ferali del relativismo e della secolarizzazione della società. Una fiammella che ancora non si è spenta e che può essere riattizzata. “Ognuno di noi è un germe irripetibile, una Parola di Dio che non esisterà più dopo di noi. Ciascuno è stato creato perché immanente ad un Progetto, poiché necessario e non per puro caso.
Dio non gioca a dadi era solito dire Einstein. Se siamo su questa terra è per incontrarci, e l’incontro è opera dell’Amore di Dio, perché Lui che ci saremo incontrati per costruire qualcosa di significativo insieme. La famiglia è un’esplicazione di questo grande progetto, un modo di incontrarsi, di amarsi, di conoscersi. Solo ciò che noi conosciamo a fondo siamo in grado di amare”, questo in breve l’esordio di don Oreste, un panegirico che negli sguardi e negli applausi degli astanti ha trovato molti consensi. Ma anche la famiglia come percorso: “camminare o percorrere insieme la strada non è proprio la stessa cosa. L’uomo e la donna sono fatti per percorrere insieme la strada, non per camminarci.” Ed
ancora: “ i geni dell’amore sono i costruttori della storia, una storia che passa attraverso i percorsi della famiglia, un famiglia purtroppo che sta vivendo una fase di crisi. Se ci fate caso, i bimbi ravvisano la base
sicura della famiglia, non nel padre, non nella madre, ma nei nonni. Quando non ravvisa l’amore dei genitori, riserva le proprie attenzioni sui nonni, sulle nonne, perché in loro si ravvisa una base sicura, un
salvagente d’amore. Le famiglie di oggi riversano poco amore sui propri figli e non soltanto per la mancanza di tempo. Se tornasse indietro, Dio darebbe a Mosè altre tavole: non più onora il padre e la madre, forse, ma onora tuo figlio e tua figlia. Per esigere rispetto dai propri figli bisogno prima corrisponderlo, e la maniera più convincente è che innanzitutto marito e moglie si amino reciprocamente ogni giorno. Se non sente affetto su di sé, il bambino prima, l’adolescente poi, si incapsula,
si richiude in se stesso. Cerca di fuggire dalla noia, dall’empasse della vita rifugiandosi nel non senso, nella droga, nel nulla.” Ecco quindi il risvolto pedagogico della famiglia, in qualità di comunità accogliente
votata all’estrinsecazione dell’amore, ma anche responsabile della crescita, della formazione della maturazione e della creatività dei propri figli.

Una sfida rivoluzionaria ("Il Cristiano è un rivoluzionario poiché non fa pagare agli altri il germe di questo suo status, quanto piuttosto ha sempre preferito pagarlo sulla propria pelle"), quella di un prete
coraggio davvero sui generis.” Dobbiamo trasformare i discorsi di giustizia in atti di giustizia, questa può essere l’unica reale svolta per avviare concreti processi di pace e metter fine alla guerra – ha incalzato
don Oreste - dobbiamo dare ai poveri la possibilità di essere responsabili della storia. Se non si adottano accorgimenti del genere, non si va da nessuna parte”. E detto da un samaritano giramondo come lui, di certo non si può non fidarsi.

Grazie Alessandro, a presto
postato da FabioBocci alle ore ottobre 31, 2005 16:25 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 30 ottobre 2005

ARMI E BAGAGLI

Dice Diliberto parlando della situazione irachena: appena al governo faremo i bagagli. Colpisce la brutalità di questa affermazione: come se tutta la vicenda dei soldati italiani a Nassiriya si riducesse a una improvvida scampagnata. Colpisce la rozzezza, l'improntitudine di un politico che parla di cose complesse e terribili come del suo ultimo week-end. Colpisce soprattutto che Diliberto dica queste cose proprio all'indomani del referendum che ha portato il 63 per cento degli iracheni alle urne e ha visto la prima costituzione democratica di quel paese passare con il 78 per cento dei sì. Quegli iracheni non hanno fatto i bagagli: il posto da cui Diliberto vuole darsela a gambe è il loro paese e per la prima volta hanno avuto l'occasione di dire come vogliono che sia governato. E i soldati italiani che Diliberto vorrebbe sloggiare hanno accompagnato alle urne i vecchi e i disabili e vigilato sulla sicurezza del voto. Se questa sarà la posizione prevalente dell'Unione, o anche solo la più vociante, è piuttosto possibile che, semmai al governo, sia Prodi a dover fare i bagagli prima del previsto.  
postato da GLOVAGLIO alle ore ottobre 30, 2005 19:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 30 ottobre 2005

Halloween: se la conosci la eviti

1. Il significato – Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese “All Hallows’Eve day” che letteralmente significa Vigilia d’ognissanti.
2. La ricorrenza – Halloween, nonostante non lo si dica come invece si dovrebbe, è una ricorrenza magica (di fatto, la magia è esercitare potere, in modo occulto, nei confronti di qualcuno). Il mondo dell’occulto così lo definisce:
“è il giorno più magico dell’anno, è il capodanno di tutto il mondo esoterico”, “è la festa più importante dell’anno per i seguaci di satana”.
3. La leggenda – L’antica leggenda irlandese racconta che Jack, un fabbro malvagio, perverso e tirchio, che una notte d’ognissanti, dopo l’ennesima bevuta viene colto da un attacco mortale di cirrosi epatica. Il diavolo nel reclamare la sua anima viene raggirato da Jack e si trova costretto ad esaudire alcuni suoi desideri, tra i quali di lasciarlo in vita, giungendo al patto di rinunciare all’anima del reprobo. Jack, ignaro dell’effetto della malattia, muore un anno dopo. Rifiutato in Paradiso, Jack non trova posto nemmeno all’inferno a causa del patto con diavolo. A modo di rito il poveraccio intaglia una grossa rapa mettendovi all’interno della brace fiammante a luogo della dannazione eterna. Con questa lanterna, Jack, fantasma, torna nel mondo dei vivi.
4. La tradizione -- Gli irlandesi, colpiti dalla carestia, immigrarono in America verso il 1850. Approdati nel nuovo mondo, trovarono un’enormità di zucche che, a differenza delle piccole rape indigene, erano sufficientemente grandi da essere intagliare. Così le zucche sostituirono le rape e divennero le Jack o’ lantern. Utilizzate la notte d’ognissanti perché si pensava di tenere lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di tornare a casa.
I bambini oggi si travestono da spiriti inquieti, che non trovano “pace” né all’interno del Paradiso e fanno visita alle famiglie guidati dalla lanterna zucca e ottengono dolci in cambio della loro “benevolenza”. Trick-or-treat è l’usanza del “dolcetto o scherzetto”. Trick or treat letteralmente significa: “trucco o divertimento”, “stratagemma o piacere”, ma che ha il significato originale di “maledizione o sacrificio”.

Attenzione pericolo: Sappiamo da ripetuti e tristi fatti di cronaca che nei culti satanici, celebrati in questa ricorrenza, si arriva persino a praticare sacrifici umani. Molto spesso l'atmosfera macabra creata in certe feste va a sfociare in incursioni profanatorie nei cimiteri. Molti locali propongono in questa occasione serate a tema esoterico dove, oltre a bere e ballare, è possibile consultare maghi e cartomanti. Si approffitta della ricorrenza per avvicinare di fatto i giovani alle pratiche magiche e superstiziose e la festa si trasforma in una specie di iniziazione all'esoterismo. Agli occhi degli sprovveduti tutto questo è mascherato con ipocrisia e studiata doppiezza: "E' solo un gioco innocente e poi i bambini si divertono tanto". In realtà questi riti di massa (supportati da libri, musica e film) sono il tentativo di introdurre nell'opinione pubblica un atteggiamento favorevole alla mentalità magico-esoterica. Quella mentalità che va a colmare il vuoto generato dall'arretramento della religione in una società secolarizzata come la nostra, abbandonando le generazioni più giovani all'illusione dell'onnipotenza della magia, dell'onniscienza della cartomanzia...della malizia di tutte le Wanna Marchi del mondo!!!

Ho sotto gli occhi una tessera di “demone ufficiale 2000”; il bambino vi è invitato a firmare la seguente dichiarazione: “Faccio parte dei demoni della festa di Halloween 2000 e mi impegno a fare e dire tantissime cose mostruose”. Poi viene la risposta: “Adesso che sei demone ufficiale, impara il linguaggio degli orrori e svela il tuo lato demone!”

Ecco la “demonopedagogia”!


postato da fabiotar alle ore ottobre 30, 2005 15:21 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: mal costume


sabato, 29 ottobre 2005

L'UDC DEVE PASSARE DALLA FASE TATTICA A QUELLA STRATEGICA

Il Consiglio nazionale dell’Udc ci ha restituito la forza delle immagini tradizionali della Dc: sapersi dividere, anche aspramente, per ritrovare alla fine, una unità formale. L’unità del partito è un valore che va oltre le differenze politiche: vanno manifestate, ma non fino al punto di determinare una rottura dell’unità. Questa è stata la caratteristica dei partiti democristiani, opposta a quella dei partiti socialisti, i quali hanno sempre subordinato alle loro scelte ideali i loro destini politici di forza organizzata. L’Udc ha dietro un certo specifico consenso nel mondo cattolico ed è questo consenso a costituire il supporto morale e politico della unità. Quale fosse la differenza tra Casini e Follini è difficile dire. Follini è stato scelto da Casini ed il logoramento che egli ha fatto, non solo del governo ma della persona del presidente del Consiglio, non era solo farina del sacco del segretario. Ambedue i leader democristiani puntavano a una «deber lusconizzazione» del centrodestra e misuravano con attenzione le sconfitte elettorali che toccavano alla Casa delle libertà sotto la direzione di Berlusconi in tutte le elezioni seguite a quelle politiche del 2001. In ambedue c’era la volontà di scavare, attorno alla crisi della leadership berlusconiana, uno spazio proprio per l’Udc come partito di centrodestra. Il punto era dove fermarsi: e qui sta la differenza tra la linea di Casini e quella di Follini, a cui Bruno Tabacci ha dato continua vocalità. Vi era un momento in cui la diminuzione della guida di Berlusconi avrebbe determinato la crisi del centrodestra come categoria politica? Secondo Casini, occorreva porre un limite alla polemica nel momento in cui essa rischiava di travolgere tutta la Casa delle libertà. Follini puntava invece sulle primarie interne al centrodesta proprio come il mezzo per una delegittimazione formale di Berlusconi come leader, cioè per una ridefinizione totale del centro destra di cui egli però non forniva la chiave. La definizione di centro che da Follini è quella classica della storia della Dc, del centro che guarda a sinistra. La nuova segreteria non rappresenta un cambiamento radicale a questa concezione, lo si vede nel fatto che Lorenzo Cesa, eletto segretario, ha addirittura usato una formula più radicale di quella di Follini: no alla modifica della par condicio «senza se e senza ma». Non è un caso che egli abbia scelto la formula classica dei pacifisti. La modifica della par condicio è stata una richiesta del presidente del Consiglio sin dall’inizio del suo mandato ed è coerente alla figura di Forza Italia come partito virtuale, che gli ha permesso, proprio per questo suo carattere di mantenere in piedi la coalizione, sacrificando anche i suoi interessi di partito reale, specie nelle nomine di sottogoverno, cui i democristiani, partito ben reale, sono stati sempre bene attenti. Se l’Udc vuole essere alternativa alla sinistra e vuole vincere le elezioni, non può essere indifferente a una richiesta così rilevante per Forza Italia. L’interesse dell’Udc a se stessa come partito deve trovare un punto in cui prende corpo un interesse alla vittoria di coalizione e quindi anche a un successo di Forza Italia, il partito maggioritario della Casa. I democristiani della Dc sono giunti al proprio suicidio politico quando hanno spinto la tattica sino a ignorare la strategia. E questo è ancora il limite dell’Udc: giocare tutto sulla tattica e sui mezzi, nulla sulla strategia e sui fini. Stavolta il fatto positivo è che essi però si sono divisi e che l’unità è stata composta proprio da un berlusconiano come Cuffaro per impedire la spaccatura del partito. Cosa farà Cesa e fin dove giungerà la divisione tra Casini e Follini nella condotta ad attuale segretario è ancora una pagina da scrivere.bagetbozzo@ragionpolitica.it
postato da GLOVAGLIO alle ore ottobre 29, 2005 17:35 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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sabato, 29 ottobre 2005

Cattolici dell'Unione...se ci siete battete un colpo

ROMA - La creazione del nuovo polo laico con i socialisti dello Sdi e i radicali porta a un rilancio di temi laici che peseranno non poco nei rapporti interni del centrosinistra. Perchè si riaprono questioni che toccano temi sensibili, come è il caso del Concordato fra Stato e Chiesa. «Va superato» dice ora il segretario dello Sdi, Enrico Boselli. Un'iniziativa che viene rilanciata dallo stesso Boselli nella puntata di «Otto e mezzo». A domanda precisa di Giuliano Ferrara («il nuovo soggetto politico socialista-radicale porrà all'Unione il problema del superamento del concordato tra Chiesa cattolica e Stato italiano), Boselli risponde: «Nel programma dell'Unione mettermo la rigorosa laicità della nostra Repubblica (..) Sono convinto che il Concordato tra Chiesa cattolica e Stato italiano vada superato. Nel programma della forza politica che stiamo facendo nascere ci sarà questo punto chiaro e limpido».
Sentito! Elettori cattolici del centro sinistra, questo sarà un punto chiaro e limpido!
 
Intanto la Regione Umbra cinta d'assedio dall'attacco furioso cattolico-integralista (Vinti) oltre a sponsorizzare la sagra anticlericale appoggia il festival "nè santi nè morti"...complimenti per l'opportunismo! Che ne dite se chiedessimo alla Regione di sponsorizzare il festival "Nè comunisti nè massoni"?
postato da fabiotar alle ore ottobre 29, 2005 13:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica nazionale, politica regionale


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