C'era una volta il pacifista di sinistra, leggermente rifondista e molto comunista, ad ogni accenno di guerra a stelle e strisce rispondeva nudo e crudo "La guerra mai, senza se e senza ma"...capito? Senza SE e senza MA! Succede poi che il presidente iraniano minacci senza troppi giri di parole lo Stato d'Israele «Israele deve essere cancellato dalla carta geografica»tuona, in Europa piove lo sdegno e l'unanime condanna; un giornalista del Foglio organizza una fiaccolata (la tanto amata fiaccolata per risolvere qualsiasi problema internazionale, tanto cara proprio alla sinistra) e indovinate un pò? Il pacifista di sinistra per svicolare l'invito ritrova come per miracolo i SE, i MA ed anche un PERO'! Eccoveli:«Difendere lo stato di Israele è sacrosanto e su questo punto non bisogna avere incertezze. Ma, francamente, io parteciperei a una manifestazione con questa parola d’ordine solo se, contestualmente, si scendesse in piazza per la necessità di garantire la costituzione dello stato palestinese». «Dico che se cambia la parola d’ordine, cioè se si elimina l’omissione sulla garanzia dell’esistenza di un stato palestinese, possiamo anche immaginare una nostra partecipazione all’iniziativa lanciata da Giuliano Ferrara». «Perché davanti al fatto che il capo del governo iraniano dica "bisogna distruggere Israele", noi avremmo dovuto avere la prontezza di dire no, subito e senza incertezze. Avremmo dovuto farlo però per rilanciare l’esigenza del diritto di esistere di due popoli».
Infine «Quello che non mi convince di queste manifestazioni è l’unilateralismo. Che si possa di volta in volta dimenticare l’"uno" o l’"altro". E siccome l’"altro" ancora non c’è, secondo me è colpevole una manifestazione che partendo da una cosa giusta, perché la difesa dello stato di Israele è sacrosanta, dimentica l’altra parte del problema»...bhè detto da chi ha guidato manifestazioni unilaterali per il diritto d'abortire (dove l'altro, l'abortito era "contumace") lo trovo senz'altro molto coerente!
“Essere cristiani in questo terzo millennio significa essere dei veri rivoluzionari”
Contributo di un blogger (http://fuoridaidenti.ilcannocchiale.it) giunto per e-mail e già apparso per il quotidiano IL GIORNALE DELL'UMBRIA.
FOLIGNO – In un teatro san Carlo al limite della capienza, accolto da applausi scroscianti, ha fatto il proprio ingresso don Oreste Benzi, figura quanto mai conosciuta nel panorama mediatico oggigiorno. Invitato dal Sinodo Diocesano dei giovani per trattare il tema della “famiglia: una comunità accogliente”, il simpatico prelato riminese ha letteralmente ammaliato il pubblico intervenuto, impregnando il proprio vissuto di significative testimonianze. La famiglia come piccola chiesa, come comunità, questo il significato di un’istituzione fondamentale che si sta smarrendo nel tempo sotto i colpi ferali del relativismo e della secolarizzazione della società. Una fiammella che ancora non si è spenta e che può essere riattizzata. “Ognuno di noi è un germe irripetibile, una Parola di Dio che non esisterà più dopo di noi. Ciascuno è stato creato perché immanente ad un Progetto, poiché necessario e non per puro caso.
Dio non gioca a dadi era solito dire Einstein. Se siamo su questa terra è per incontrarci, e l’incontro è opera dell’Amore di Dio, perché Lui che ci saremo incontrati per costruire qualcosa di significativo insieme. La famiglia è un’esplicazione di questo grande progetto, un modo di incontrarsi, di amarsi, di conoscersi. Solo ciò che noi conosciamo a fondo siamo in grado di amare”, questo in breve l’esordio di don Oreste, un panegirico che negli sguardi e negli applausi degli astanti ha trovato molti consensi. Ma anche la famiglia come percorso: “camminare o percorrere insieme la strada non è proprio la stessa cosa. L’uomo e la donna sono fatti per percorrere insieme la strada, non per camminarci.” Ed
ancora: “ i geni dell’amore sono i costruttori della storia, una storia che passa attraverso i percorsi della famiglia, un famiglia purtroppo che sta vivendo una fase di crisi. Se ci fate caso, i bimbi ravvisano la base
sicura della famiglia, non nel padre, non nella madre, ma nei nonni. Quando non ravvisa l’amore dei genitori, riserva le proprie attenzioni sui nonni, sulle nonne, perché in loro si ravvisa una base sicura, un
salvagente d’amore. Le famiglie di oggi riversano poco amore sui propri figli e non soltanto per la mancanza di tempo. Se tornasse indietro, Dio darebbe a Mosè altre tavole: non più onora il padre e la madre, forse, ma onora tuo figlio e tua figlia. Per esigere rispetto dai propri figli bisogno prima corrisponderlo, e la maniera più convincente è che innanzitutto marito e moglie si amino reciprocamente ogni giorno. Se non sente affetto su di sé, il bambino prima, l’adolescente poi, si incapsula,
si richiude in se stesso. Cerca di fuggire dalla noia, dall’empasse della vita rifugiandosi nel non senso, nella droga, nel nulla.” Ecco quindi il risvolto pedagogico della famiglia, in qualità di comunità accogliente
votata all’estrinsecazione dell’amore, ma anche responsabile della crescita, della formazione della maturazione e della creatività dei propri figli.
1. Il significato – Halloween è la forma contratta dell’espressione inglese “All Hallows’Eve day” che letteralmente significa Vigilia d’ognissanti.
2. La ricorrenza – Halloween, nonostante non lo si dica come invece si dovrebbe, è una ricorrenza magica (di fatto, la magia è esercitare potere, in modo occulto, nei confronti di qualcuno). Il mondo dell’occulto così lo definisce: “è il giorno più magico dell’anno, è il capodanno di tutto il mondo esoterico”, “è la festa più importante dell’anno per i seguaci di satana”.
3. La leggenda – L’antica leggenda irlandese racconta che Jack, un fabbro malvagio, perverso e tirchio, che una notte d’ognissanti, dopo l’ennesima bevuta viene colto da un attacco mortale di cirrosi epatica. Il diavolo nel reclamare la sua anima viene raggirato da Jack e si trova costretto ad esaudire alcuni suoi desideri, tra i quali di lasciarlo in vita, giungendo al patto di rinunciare all’anima del reprobo. Jack, ignaro dell’effetto della malattia, muore un anno dopo. Rifiutato in Paradiso, Jack non trova posto nemmeno all’inferno a causa del patto con diavolo. A modo di rito il poveraccio intaglia una grossa rapa mettendovi all’interno della brace fiammante a luogo della dannazione eterna. Con questa lanterna, Jack, fantasma, torna nel mondo dei vivi.
4. La tradizione -- Gli irlandesi, colpiti dalla carestia, immigrarono in America verso il 1850. Approdati nel nuovo mondo, trovarono un’enormità di zucche che, a differenza delle piccole rape indigene, erano sufficientemente grandi da essere intagliare. Così le zucche sostituirono le rape e divennero le Jack o’ lantern. Utilizzate la notte d’ognissanti perché si pensava di tenere lontani gli spiriti inquieti dei morti che tentavano, come Jack, di tornare a casa.
I bambini oggi si travestono da spiriti inquieti, che non trovano “pace” né all’interno del Paradiso e fanno visita alle famiglie guidati dalla lanterna zucca e ottengono dolci in cambio della loro “benevolenza”. Trick-or-treat è l’usanza del “dolcetto o scherzetto”. Trick or treat letteralmente significa: “trucco o divertimento”, “stratagemma o piacere”, ma che ha il significato originale di “maledizione o sacrificio”.
Attenzione pericolo: Sappiamo da ripetuti e tristi fatti di cronaca che nei culti satanici, celebrati in questa ricorrenza, si arriva persino a praticare sacrifici umani. Molto spesso l'atmosfera macabra creata in certe feste va a sfociare in incursioni profanatorie nei cimiteri. Molti locali propongono in questa occasione serate a tema esoterico dove, oltre a bere e ballare, è possibile consultare maghi e cartomanti. Si approffitta della ricorrenza per avvicinare di fatto i giovani alle pratiche magiche e superstiziose e la festa si trasforma in una specie di iniziazione all'esoterismo. Agli occhi degli sprovveduti tutto questo è mascherato con ipocrisia e studiata doppiezza: "E' solo un gioco innocente e poi i bambini si divertono tanto". In realtà questi riti di massa (supportati da libri, musica e film) sono il tentativo di introdurre nell'opinione pubblica un atteggiamento favorevole alla mentalità magico-esoterica. Quella mentalità che va a colmare il vuoto generato dall'arretramento della religione in una società secolarizzata come la nostra, abbandonando le generazioni più giovani all'illusione dell'onnipotenza della magia, dell'onniscienza della cartomanzia...della malizia di tutte le Wanna Marchi del mondo!!!
Ho sotto gli occhi una tessera di “demone ufficiale 2000”; il bambino vi è invitato a firmare la seguente dichiarazione: “Faccio parte dei demoni della festa di Halloween 2000 e mi impegno a fare e dire tantissime cose mostruose”. Poi viene la risposta: “Adesso che sei demone ufficiale, impara il linguaggio degli orrori e svela il tuo lato demone!”
Ecco la “demonopedagogia”!
ROMA - La creazione del nuovo polo laico con i socialisti dello Sdi e i radicali porta a un rilancio di temi laici che peseranno non poco nei rapporti interni del centrosinistra. Perchè si riaprono questioni che toccano temi sensibili, come è il caso del Concordato fra Stato e Chiesa. «Va superato» dice ora il segretario dello Sdi, Enrico Boselli. Un'iniziativa che viene rilanciata dallo stesso Boselli nella puntata di «Otto e mezzo». A domanda precisa di Giuliano Ferrara («il nuovo soggetto politico socialista-radicale porrà all'Unione il problema del superamento del concordato tra Chiesa cattolica e Stato italiano), Boselli risponde: «Nel programma dell'Unione mettermo la rigorosa laicità della nostra Repubblica (..) Sono convinto che il Concordato tra Chiesa cattolica e Stato italiano vada superato. Nel programma della forza politica che stiamo facendo nascere ci sarà questo punto chiaro e limpido». Sentito! Elettori cattolici del centro sinistra, questo sarà un punto chiaro e limpido!
Intanto la Regione Umbra cinta d'assedio dall'attacco furioso cattolico-integralista (Vinti) oltre a sponsorizzare la sagra anticlericale appoggia il festival "nè santi nè morti"...complimenti per l'opportunismo! Che ne dite se chiedessimo alla Regione di sponsorizzare il festival "Nè comunisti nè massoni"?
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