
I nodi del poli
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Fini incalza i suoi: An va ripensata, andiamo oltre Fiuggi. Il soggetto unico è più lontano
ROMA — Più che un'analisi appare come una dichiarazione d'intenti, la presa d'atto d'una crisi, sia della Cdl che del partito, cui bisogna porre rimedio. Con quali strumenti è prematuro per dirlo e infatti il comunicato finale di An non lo dice; ma se non c'è ancora la medicina la diagnosi ha i toni preoccupati di chi ha appena stabilito che il malato è grave: «
In effetti i malati sono almeno due, anche An non è messa bene. Anche su questo punto Fini non chiude gli occhi: ascolta le analisi preoccupate dei dirigenti del partito; è rimasto piccato, ma anche colpito, per quella puntura di Maurizio Gasparri, che ha paragonato il tasso di democrazia interna dell'Msi a quello di An, rintracciandone di più nella storia del primo. E allora, anche su questo, arriva l'ammissione: «È finito un periodo storico, dopo 12 anni dobbiamo ripensare il partito, esistono delle difficoltà organizzative, ma non solo. Bisogna riflettere sul futuro della coalizione, ma anche della destra».
Sono concetti che la nota finale riprenderà. Ma tralasciando alcune cose. A porte chiuse Fini affronta le polemiche degli ultimi giorni, il caso giudiziario in cui sono rimasti coinvolti due suoi collaboratori, ammette quello che ancora non ha detto pubblicamente: «Hanno massacrato Berlusconi — dice Fini — e ora si accaniscono su di noi; non gli resta che colpire il secondo partito della coalizione. Certo anche noi abbiamo prestato il fianco, commettendo alcune leggerezze, dobbiamo stare più attenti...».
Di più Fini non dice, se non che occorre dotare An di «un codice etico, comportamentale». In qualche modo è l'ammissione che qualcosa non ha funzionato, anche se resta la convinzione, espressa nella nota, di essere di fronte a «un evidente tentativo di infangare An, anche attraverso farsesche iniziative giudiziarie enfatizzate da ipocriti moralisti di cartapesta. An non ha la pretesa della diversità, ma rivendica con orgoglio la sua onestà. Non ha scheletri negli armadi».
Ma il cuore politico della riunione è quell'ammissione sul centrodestra: «Con il voto referendario — recita la nota — si è conclusa una fase politica e
Parole che rimandano a considerazioni pronunciate solo a porte chiuse. E ovvero l'Udc che sta facendo una politica di smarcamento progressivo da questo centrodestra.
Marco Galluzzo
Gustatevi questa bella scena...ne vale la pena.
E con questa perla divertentissima vi saluto, ci vediamo ad agosto, ciao ciao!!!!!!!!!!!!!!!!!!
