CircoloLaPira di Perugia

   Il Circolo si riunisce tutti i giovedi dalle 19,00 alle 20,15 presso il centro Mater Gratiae di Montemorcino (Pg).

 



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mercoledì, 31 ottobre 2007
 

1-2 NOVEMBRE: per guardare oltre...

Ognissanti e Defunti tornano insieme a ricordarci come l’al di là sia strettamente congiunto all’al di qua. 1 e 2 novembre: appuntamenti familiari alle nostre comunità cristiane, caricati - come altre varie ricorrenze - anche di altre valenze e di altri significati, spesso devianti, talvolta complementari. Una “due giorni” insieme solenne e mesta, con il rischio di diventare “distratta” nell’incalzare degli eventi quotidiani o nell’accavallarsi del lungo ponte di vacanza. Per di più, con una vigilia di cui si sono appropriati pubblicità e mercato sull’onda della distorta “notte di Halloween”. Ma c’è uno spunto quest’anno che può offrire nuovo slancio per contrastare idealmente questa discutibile deriva, recuperando il senso vero della festa di Ognissanti, prima, e della memoria dei Defunti poi. Ce l’offrono - guarda caso - le “Sentinelle del mattino”, esperte a superare il buio della notte con lampi di luce soprannaturale. Ci propongono - curiosa idea - una “notte di Holy-ween”, a ricordarci, con un semplice gioco di parole, che Halloween non significa altro che “vigilia d’Ognissanti”, in cui dunque ricordare i Santi, magari proprio con qualche bella gigantografia di questi nostri campioni, amici e modelli, da esporre alla finestra o in luoghi ben visibili. Un invito alla festa vera, e alla gioia luminosa che ci viene da questi grandi, che brillano come stelle nel firmamento della storia e ora nel cielo del paradiso.
Tanti Santi, tutti i Santi, noti o ignoti, figure lontane o vicine nel tempo e nello spazio; Santi anche viventi, che può capitarci d’incontrare ogni giorno, non sempre apprezzandoli; Santi che dovremmo essere (o almeno cercare di diventare) ciascuno di noi.
E poi i Defunti, tutti i defunti: i nostri morti, che teniamo cari nella memoria e nel cuore, e quelli degli altri; quelli di cui nessuno più si ricorda e quelli dei quali nessuno s’è mai ricordato; quelli spentisi in silenzio o invece quelli che hanno suscitato scalpore; quelli consumati dalla malattia o solo dal cumulo di anni; quelli falciati anzitempo dai troppi incidenti o addirittura stroncati dal crepitio delle armi...
Memoria per tutti, in questi giorni, e associata a quella gloriosa dei Santi, come a dirci che c’è un destino buono che attende ciascuno. Una prospettiva d’altro mondo, in questo mondo, dal quale è giusto, almeno in questi giorni, guardare oltre. [Vincenzo Tosello - direttore 'Nuova Scintilla' - Chioggia]
postato da FrancescoDando | ottobre 31, 2007 13:17 | commenti
costume


martedì, 30 ottobre 2007
 

Umbria «In attesa di una legge regionale ad hoc: da noi vige ancora l’assistenzialismo»

«Siamo pronti, prontissimi». La voce squillante dell’avvocato Simone Pillon arriva da Perugia. Le idee sono già molto chiare: la raccolta firme per la riforma fiscale si farà, la petizione del Forum sarà raccolta e rilanciata su base regionale appoggiandosi alle 21 associazioni che fanno parte del sodalizio e a movimenti ecclesiali che hanno contribuito alla riuscita del Family Day (dall’Umbria partirono 5mila persone, «un risutato epocale», stipate in 4 treni speciali e in 20 pullman), il Cammino neocatecumenale e Rinnovamento nello Spirito. Ma accanto alla battaglia nazionale rimane in primo piano quella locale, per l’elaborazione di una legge regionale per la famiglia. «La mobilitazione sul fisco - spiega Pillon - sarà legata a una proposta di legge quadro. Ancora non so se useremo lo strumento di una legge di iniziativa popolare, quindi raccogliendo e certificando 3mila firme, oppure se ci appoggeremo al lavoro politico di consiglieri che condividono il nostri impegno». Il fatto è che in Umbria, continua il giovane presidente, «la famiglia non è riconosciuta come soggetto sociale ma come somma di individui. C’è una legge sui servizi sociali che va nella direzione dell’assistenzialismo, non certo della sussidiarietà». All’interno del Forum, una Commissione giuridica è già al lavoro per studiare le leggi regionali sulla famiglia più avanzate in Italia (quelle di Lombardia, Lazio e Puglia, peraltro queste ultime due approvate ma non finanziate) per giungere a elaborare una proposta originale e adatta al territorio. Tra il Forum umbro delle associazioni familiari e l’amministrazione regionale le lame si erano già intrecciate nei mesi scorsi, quando era in discussione lo Statuto regionale ed era stato introdotto un paragrafo sulla 'tutela delle convivenze'. «Noi proponemmo di fare riferimento alla famiglia fondata sul matrimonio, come scritto nella Costituzione, ma non riuscimmo a spuntarla», continua Pillon. Che però non si dà per vinto e coglie al volo la mobilitazione richiesta del Forum nazionale per rimettere al centro della discussione, anche in Umbria, una vera politica di promozione della famiglia. Anche perché nel 2010 si vota per il rinnovo del Consiglio regionale e sta emergendo un certo numero di liste civiche molto sensibili al tema della famiglia. «Stiamo lavorando anche a un manifesto politico da far sottoscrivere a coloro che si candideranno», conclude Pillon. La posta in gioco è alta. [Avvenire]

 

ringraziamo il consigliere moretti e soprattutto cristofani

 

APPROVATA IERI SERA CON IL VOTO DETERMINANTE DEL "CATTOLICO" CRISTOFANI


CONSIGLIO COMUNALE/ DISEGNO DI LEGGE REGIONALE: NORME CONTRO LE DISCRIMINAZIONI DETERMINATE DALL’ORIENTAMENTO SESSUALE O DALL’INDENTITA’ DI GENERE: RINVIATO IL VOTO SULLA PRATICA DOPO LA DISCUSSIONE

In chiusura di seduta il Consiglio Comunale ha esaminato la pratica riguardante il disegno di legge regionale “norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”, presentato dalla consigliera D.S. Maria Pia Serlupini. La pratica, dopo la discussione, non è stata votata, per evidente mancanza del numero legale. Nell’illustrare il contenuto del documento Maria Pia Serlupini ha ricordato che l’U.E. ha dichiarato il 2007 anno delle pari opportunità, invitando tutti i paesi membri a porre in essere iniziative legislative affinchè si mettano in atto tutte le soluzioni possibili per favorire tale principio. Sulla scorta del piano nazionale predisposto sul tema dal Ministro Pollastrini si muove il disegno di legge, proposto ai sensi dell’art. 63 dello Statuto della Regione Umbria il quale prevede la possibilità di presentazione di tali documenti da parte dei Consigli Comunali di Comuni con popolazione non inferiore a 10.000 abitanti, che deliberano a maggioranza dei due terzi dei componenti. Auspicando che l’assise perugina si renda parte attiva in tale procedimento, conferendo autorevolezza alla proposta di legge stante il suo ruolo di Comune capoluogo di regione, Serlupini nel citare gli artt. 2, 3, 51 e 117 della Costituzione, ha ribadito che “negli ultimi anni si è fatta strada nella coscienza civile e giuridica dell’Occidente l’idea che i principi di uguaglianza formale di fronte alla legge, di pari dignità sociale e di libertà individuale debbano essere riconosciuti come il fondamento della convivenza civile. Le norme proposte, pertanto, intendono mettere la nostra regione nella condizione di dare attuazione ai principi della Dich. Universale dell’uomo, al divieto di discriminazione in base alle condizioni personali stabilite dall’art. 3 della Cost. Le discriminazioni in oggetto dovrebbero già ritenersi vietate dalle disposizioni di rango costituzionale ed europeo, tuttavia la necessità di norme contro la discriminazione nasce dalla considerazione dell’inefficacia di tale difesa e da un’attenta analisi della realtà della nostra vita sociale”. Con la proposta – ha concluso Serlupini – si intende proporre un passo avanti: far coesistere accanto alla cultura politica del collettivo una seria attenzione all’individuo. Il dibattito è stato aperto dalle parole critiche del Presidente del Gruppo Misto Vincenzo Carloni, contrario alla pratica. “Voterò contro questa proposta perchè essa mi fa sorgere delle perplessità, anche in considerazione del fatto che va a trattare argomenti di evidente competenza nazionale”. Carloni ha evidenziato come la proposta rischi di portare al disconoscimento della società naturale, accompagnandosi al tentativo, non certo da lui condiviso, di parificare un desiderio sessuale e privato con quelli che sono veri e propri diritti inalienabili. Il tutto, per giunta, attraverso l’impiego di ingenti risorse pubbliche. “Ricordo, inoltre, che già nella Costituzione Italiana è riconosciuta la tutela dei diritti inviolabili dell’uomo, mi chiedo, pertanto, il perchè si vogliano moltiplicare queste normative già esistenti”. Carloni, infine, ha posto l’accento sul fatto che quelle in esame sono esclusivamente rivendicazioni di carattere soggettivo, di parte, e come tali rischiano di legittimare qualunque tipo di richiesta proveniente da qualsivoglia categoria esistente. Sauro Cristofani (La Margherita) ha sottolineato che “è difficile non trovare condivisione quando si parla di tutela dei diritti di tutti i cittadini, tanto che la proposta di legge avanzata oggi va ad aggiungersi a quanto già previsto dalla Costituzione Italiana e dalla normativa in genere. Il mio, pertanto, sarà un voto favorevole perchè mi è molto chiaro il dettato costituzionale che non riconosce la tutela dei semplici bisogni del singolo, ma riconosce invece i principi inviolabili dell’individuo. Mi auguro, infine, che a fronte di questa attenzione nei confronti delle discriminazioni dovute all’orientamento sessuale o all’identità di genere, possa corrispondere al più presto una dovuta ed auspicata tutela della società naturale e della famiglia”. Entrando nello specifico della proposta avanzata da Serlupini, il capogruppo S.D. Alessandro Monaco ha parlato di un atto che fa il punto su alcuni aspetti fondamentali per la crescita della società. Tra questi quello affrontato all’art. 7 (consenso informato ai trattamenti terapeutici), ma anche quello riconosciuto all’art. 10 (compiti delle asl in materia di scelta dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere). “Tornando alla valutazione generale, devo dire che è troppo facile, come ha sostenuto qualcuno, dire che i generi sono solo due, maschio o femmina, quando è evidente che esistono nella società soggetti che hanno problemi di identificazione che non possono e non devono essere discriminati in alcun modo, visto che si tratta, evidentemente, solo di una presa di coscienza. Io ritengo, inoltre, che la possibilità di molti non debba essere occasione per discriminare o meglio schiacciare le possibilità di alcuni”. Per il capogruppo PdCI Fabio Faina “parlare dei diritti delle minoranze è iniziativa nobile e gratificante per un paese civile come il nostro. Purtroppo i diritti di cui parliamo stasera non sono ancora pienamente riconosciuti nella nostra società ed allora ben vengano proposte di legge come questa per permettere l’effettiva tutela dei diritti fondamentali dell’individuo”. Faina ha concluso dicendo che “quando si parla di diritto del singolo essere di rappresentare la propria individualità non ci possono essere differenze politiche”. “Anche io – ha esordito il capogruppo D.S. Alessandro Mariucci – avrei voluto poter dire che questa proposta di legge è inutile, perchè ciò significherebbe che questi principi sono già rispettati in ogni luogo sulla scorta di quanto formulato dalla Costituzione. Purtroppo, al contrario, se questa esigenza ci viene avanzata da diverse parti, ciò significa che il problema esiste, perchè vi sono tantissimi posti (luogo di lavoro, ecc.) nei quali le discriminazioni sessuali, ma anche mediche si manifestano, perchè queste sono ancora troppo radicate nella nostra società”. Mariucci ha proseguito affermando che in Italia non può e non deve esistere un’etica di Stato, perchè questo, nei periodi storici in cui è avvenuto, ha creato situazioni insostenibili. “Lo Stato, in sostanza, deve garantire i diritti di tutti e non deve indicare quali siano gli indirizzi da seguire. Altro, al contrario, è il ruolo della Chiesa e delle altre Istituzioni religiose che hanno il diritto di formulare indirizzi a favore dei propri seguaci, ma senza obbligare la società ad assumere qualsivoglia comportamento: una cosa è il “potere spirituale” un’altra è quello dello Stato”. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il capogruppo Prc Maria Rita Manfroni, secondo cui, pur essendoci oggi un contesto (Costituzione e leggi) che dovrebbe impedire ogni genere di discriminazione, specie quella sessuale, tuttavia tali condotte deprecabili permangono nella nostra società. Per questo si sente l’esigenza di colmare questo “gap” sociale. “Quanto proposto dalla collega Serlupini si può dire che voglia “dare le gambe” affinchè si proceda al pieno riconoscimento dei diritti di uguaglianza previsti dalla Costituzione. Il percorso, dunque, va nella direzione della inclusione dei diritti in piena coerenza con quanto affermato nella Carta Costituzionale e nella Carta Europea, soffermandosi, dopo le enunciazioni generali, sui singoli campi (medici, lavorativi e non) in cui maggiormente si sente la necessità di combattere le discriminazioni”. Il capogruppo de I Popolari-Udeur Giuseppe Lomurno ha espresso il suo voto positivo sulla pratica sia per motivi legati alla propria formazione culturale, sia per la condivisione con quanto dichiarato in precedenza dal collega Cristofani, “il quale ha posto dei paletti ad una discussione che non può evidentemente essere a senso unico”. Il consigliere Aurelio Dozzini (Sdi) ha invece evidenziato come la società attuale sia ancora piena di luoghi comuni, tanto da ingenerare ancora molte discussioni sul tema a causa delle molteplici implicazioni. “In Italia – è noto – vi è il rischio di una chiusura eccessiva a livello sociale frutto della cultura religiosa all’interno della quale siamo cresciuti. Oggi, per fortuna ed a differenza di quanto avveniva nel passato, certe problematiche sono all’attenzione della gente ogni giorno tramite la diffusione promossa dalla stampa; essa ci rappresenta situazioni difficili che avremmo dovuto accettare da tempo, ma che, al contrario, ancora oggi hanno bisogno di tutela”. Replicando agli interventi dei consiglieri comunali, Maria Pia Serlupini (D.S.), promotrice del disegno di legge, ha ribadito che “questa è una proposta che vuole solamente garantire il diritto per tutti di vivere la propria vita, reprimendo ogni forma di violenza e discriminazione. I nostri bambini e bambine devono poter crescere nel pieno rispetto degli altri, imparando a riconoscere il proprio orientamento sessuale senza alcuna paura di farlo. Io credo che la cultura della differenza di genere e l’orientamento sessuali siano diritti fondamentali e da tutelare”.



lunedì, 29 ottobre 2007
 

QUELLA SINISTRA BOCCIATA DALLA STORIA

Sappiamo bene che durante le guerre civili, più che in qualsiasi altro evento, popoli interi rivelano la parte più ferina e crudele dell'essere umano. Lo abbiamo sperimentato anche in Italia, con una ferita ancora aperta proprio perché i vincitori non hanno mai voluto riconoscere del tutto che anche fra di loro non mancarono atti di violenza inutile e feroce. La guerra civile spagnola del 1936-39 non fu diversa, ma il vincitore Francisco Franco ebbe il coraggio e l'intelligenza politica di riconoscere che anche i vinti erano caduti per una loro idea di patria, per esempio con il grande cimitero che accolse i caduti di entrambe le fazioni. Ma anche da noi, oggi, lo sdegno sarebbe unanime se qualcuno profanasse le tombe e la memoria di chi combatté dalla parte dei vinti, e quello che è accaduto ieri a Roma non ha nessuna giustificazione, né storica né politica né sociale né religiosa.

Era il giorno della beatificazione di 498 martiri della guerra civile spagnola, nella stragrande maggioranza religiosi di vari ordini e grado, uomini e donne, molti giovanissimi, molti altri anziani. Già nel 1934, nella Spagna repubblicana e comunisteggiante, furono uccisi due religiosi, ma il grosso della carneficina avvenne nel primo anno della guerra: frati, suore, preti, monache tirati fuori dai conventi, dalle parrocchie, dagli ospedali, a volte torturati, sempre uccisi a freddo, i cadaveri esposti al dileggio come le reliquie, le ostie, i crocefissi.

Storicamente si può tentare di capire e spiegare il perché di tanto odio. La Chiesa aveva da secoli un potere immenso nella cattolicissima Spagna, e il clero veniva considerato dai rivoluzionari di sinistra lo strumento e il complice di un potere che si voleva abbattere e cancellare anche facendo pagare ai vivi le colpe dei morti. Poco importava che diciotto avessero fra i 16 e i 19 anni, o che altri avessero trascorso l'intera esistenza in monastero a pregare, o nelle strade a aiutare i poveri.

I giovani dei centri sociali che ieri hanno manifestato davanti a una Chiesa contro la beatificazione, seguivano la stessa logica degli assassini dei 498 religiosi: «Chi ha ucciso, torturato e sfruttato non può essere beato», c'era scritto sul loro striscione. Con una sicurezza pari soltanto alla propria ignoranza, attribuivano alle vittime innocenti la responsabilità di colpe non loro. È un'ignoranza che non riguarda soltanto la storia dei rapporti secolari fra Chiesa e Spagna o quella degli Anni Trenta del Novecento, ma anche i nostri giorni. La molla che ha spinto i manifestanti, infatti, è la certezza che la beatificazione sia una mossa vaticana contro Zapatero e le sue riforme, che dispiacciono a molti cattolici, in Spagna e fuori. Evidentemente nei centri sociali si ignora che i processi di beatificazione durano quasi sempre alcuni decenni, e che la maggior parte di quei processi iniziarono fra il 1948, quando Zapatero non era ancora nato, e il 1960.

È pur vero che la Chiesa può accelerare una beatificazione per fini contingenti. Un alto prelato di curia, anni fa, dichiarò ai giornali, tranquillamente, che Giovanni Paolo I amava portare «in regalo» un nuovo beato locale, durante i suoi viaggi. Io stesso più di vent'anni fa ho scritto un libro, che suscitò polemiche a non finire, per dimostrare che la beatificazione e la canonizzazione di Maria Goretti furono volute e fortemente accelerate da Pio XI per dare un esempio eroico di castigatezza nel mondo appena sconvolto - anche nei costumi sessuali - dalla Seconda guerra mondiale. Ma avevo studiato i processi penali e quelli canonici, in latino, e non negavo alla Chiesa il diritto di fare santo chi vuole.

Quelli che manifestavano contro i nuovi beati, del resto, sono con ogni probabilità gli stessi che in altre occasioni scandivano nei cortei «Dieci, cento, mille Nassirya»: inglobano in un'unica visione di odio di classe clero e soldati, simboli di un potere che si vuole abbattere gridando sguaiatamente nelle piazze senza sforzarsi di conoscere e capire la storia. Che appartiene tanto ai vincitori quanto ai vinti.

GIORDANO BRUNO GUERRI

Il silenzio assordante su questa vicenda, da parte di tutto il mondo politico del centrosinistra e della società che lo rappresenta a tutti i lvelli, testimonia la malafede di cui esso si nutre, basata sulla menzogna vissuta e propagata per decenni anche in ambito ecclesiale grazie alla codardia di molti sedicenti cattolici. I militanti dei centri sociali non sono poi così tanto diversi, nella sostanza, da  questo mondo  solo apparentemente "moderato": l'unica differenza è che la violenza la  mettono in pratica con i metodi tradizionali.


postato da GLOVAGLIO | ottobre 29, 2007 22:17 | commenti (1)


domenica, 28 ottobre 2007
 

vivere senza vendersi

Il Papa beatifica 498 martiri spagnoli
«Testimoni eroici di chi vive senza compromessi»

Benedetto XVI (Foto Plinio Lepri - Ap)

CITTA' DEL VATICANO (28 ottobre) - «La luminosa testimonianza dei martiri spagnoli, che vanno ad aggiungersi ai beati proclamati nei giorni scorsi in Italia, Austria e Brasile, chiude significativamente il mese di ottobre, dedicato in modo particolare all'impegno missionario». Lo ha detto stamattina il Papa prima dell'Angelus recitato dalla finestra del suo studio in piazza San Pietro, ricordando la beatificazione dei 498 martiri «uccisi in Spagna negli anni Trenta del secolo scorso».

«La contemporanea iscrizione nell'albo dei beati di un così gran numero di martiri - ha detto Benedetto XVI - dimostra che la suprema testimonianza del sangue non è un'eccezione riservata soltanto ad alcuni individui, ma un'eventualità realistica per l'intero popolo cristiano; si tratta infatti di uomini e donne diversi per età, vocazione e condizione sociale, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa».

Non ci sono solo i martiri che spargono il proprio sangue, ma anche coloro che nella «vita ordinaria» testimoniano «silenziosamente» ed «eroicamente» il Vangelo, ha detto il Papa, rimarcando che «questo martirio della vita ordinaria è una testimonianza quanto mai importante nelle società secolarizzate del nostro tempo». Benedetto XVI, prima dell'Angelus recitato davanti a circa 40mila persone che avevano partecipato alla beatificazione di 498 martiri spagnoli, ha parlato di un «martirio incruento, che non è meno significativo, come quello di Celina Chludzinska Borzzka, sposa, madre di famiglia, vedova e religiosa, beatificata ieri a Roma».

«E' la testimonianza eroica e silenziosa - ha rimarcato Benedetto XVI - di tanti cristiani che vivono il Vangelo senza compromessi, compiendo il loro dovere e dedicandosi generosamente al servizio dei poveri» e mostrando la «pacifica battaglia dell'amore che ogni cristiano, come Paolo, deve instancabilmente combattere: la corsa per diffondere il Vangelo che ci impegna fino alla morte».



venerdì, 26 ottobre 2007
 

L'autorità al governo

 

MA E' CAOS TOTALE
MAGGIORANZA ANCORA BATTUTA
SCONFITTI SETTE VOLTE

CLAMOROSO
A MEZZANOTTE PASSA UN EMENDAMENTO DEL DISSIDENTE ROSSI CHE INTRODUCE UNA SPESA ULTERIORE DI 5 MILIARDI DI EURO COME BONUS AGLI INCAPIENTI
IL DECRETO E' DI FATTO SENZA COPERTURA

LA MONTALCINI VA IN BAGNO: 155 a 156
Nell'Aula del Senato scoppia un altro caso Montalcini. A scatenare la protesta della Cdl in Aula subito dopo la 'vittoria' su un emendamento al dl che accompagna la Finanziaria, infatti, sarebbe stata la decisione del senatore dell'Ulivo Antonio Boccia di andare a 'riprendere' la senatrice a vita che, allontanandosi per andare alla toilette, aveva fatto mancare il suo voto sulla proposta di modifica.

(foto del ciuco, testo di daw)

postato da fabiotar | ottobre 26, 2007 12:21 | commenti (1)
 

postato da fabiotar | ottobre 26, 2007 12:17 | commenti