Il termine “mentecazzia” è la traduzione italiana di una parola latina: “mentis captus”, dalla quale deriva il termine italiano “mentecatto”, che si potrebbe tradurre “colui che ha la mente catturata”, oppure “colui che non è in grado di usare liberamente il proprio raziocinio”. Questa malattia, che con un po’ di licenza poetica definisco “mentecazzia”, è l’esatto contrario di ciò che si definisce “illuminismo”. E infatti Kant aveva definito l’Illuminismo come la capacità e il coraggio di avvalersi della propria ragione come guida della vita, della politica ecc.
Nella attuale civiltà occidentale, non ostante il retaggio illuminista (pretesa vera identità culturale dell’occidente laico e scientista), la mentecazzia assume dimensioni profonde ed endemiche, a tratti drammatiche. Ma la cosa che più stupisce è che tale malattia né gli psicologi, né i medici, né i sociologi, perfino i tuttologi, vogliono o riescono a scoprire. Gli scienziati sono arrivati a scoprire perfino –non era facile- la “dipendenza affettiva”, o una malattia come la “carenza di autostima”. Ma sulla mentecazzia vige una cortina di silenzio tale che mi induce a fare le seguenti riflessioni.
Innanzitutto dobbiamo dire chi o che cosa tiene prigioniera (mens capta) la mente dell’uomo occidentale contemporaneo, forte di tanta tradizione illuminista e di conquiste scientifiche (le quali non si potrebbero fare se lo scienziato fosse mentecatto); ebbene ciò che tiene prigioniera la mente dell’uomo contemporaneo occidentale (ma toccherà anche agli altri, perché Murdoch non smette di comprare televisioni e giornali in tutto il mondo) sono i media, e ovviamente quelli più autorevoli.
Osserviamo ora una dinamica clinica uguale in modulo, ma opposta in verso; ossia per i mentecatti mediatici ciò di cui i giornali non parlano non esiste. Giorni fa il Corriere della Sera diligentemente ci informa che Hollywood (la maggiore delle agenzie sataniste) sta per riversarci addosso una mole di film horror fatti di stupri, violenze e squartamenti fatti su donne bambine e bambini. E queste edificanti visioni raggiungeranno la nostra gioventù disorientata attraverso la capillare rete dei Warner Villages, diffusi su tutto il territorio nazionale, al cui proliferare hanno dato il benestare le regioni, le province e i comuni italiani. I nostri ragazzi hanno diritto alle multisale dove prendersi lo svago. Conoscete qualcuno che si sia opposto a questa colonizzazione dell’immaginario giovanile italiota? Provate ora a rispondere a questa domanda: dopo questa ulteriore e massiccia iniezione di violenza sadica nell’immaginario maschile, compiuta ai danni di donne e bambini, pensate che caleranno o che saliranno le violenze sulle donne? Ebbene vi risulta che cortei di donne si siano recati con striscioni a impedire gli accessi alle multisale, chiedendo che Hollywood smetta di istigare l’immaginario maschile a vedere il corpo della donna come oggetto di stupro e omicidio? No eh, non vi risulta. E infatti non c’è un minimo trafiletto su Repubblica o sul Corriere della Sera che sollevi il problema in questi termini. E infatti le donne non si muovono; sono mentecatte. La prova è che appena il Corriere o Repubblica denunciano in prima pagina che qualcuno vuol toccare la legge sull’aborto, ecco che riescono a mobilitare stuoli di mentecatti e mentecatte che fanno sit in sotto questo o quel ministero, sotto questa o quella curia arcivescovile, sotto questa o quella sede di giornale. Non sto discutendo se sia giusto o no toccare quella legge, sto solo facendo una fenomenologia clinica dei malati di mentecazzia. Ovviamente Corriere e Repubblica si guardano bene dall’additare i Warner Villages come centrali di dissesto sociale, in quanto promotori di violenza sociale, dunque il problema non esiste. Tali giornali pagano dei mentecatti articolisti per ripetere fino alla noia che il cinema e la tv sono specchio della società; cercando di nascondere il contrario, cioè che la società, specie giovanile, mette in atto modelli comportamentali che attinge da tv, cinema e videogiochi, come vi ho dimostrato nell’articolo “media e violenza sociale”, e questo è un aspetto di quella malattia che definivo “demenza catodica”, molto confinante con la “mentecazzia”.
La mentecazzia è quindi una malattia che non si può portare alla luce; i nostri psicologi e sociologi, che si beccano un sacco di denaro pubblico, stampano libri e libri sulle “cause del disagio”, sulle “cause della violenza” e ripetono alla nausea gli stessi luoghi comuni. Alcuni di loro sanno che i proprietari dei media non vogliono che si parli di questa malattia. Infatti i padroni possono manovrare masse di robot nella direzione che vogliono. Ultimo esempio.
Gruppi di mentecatti sono andati a manifestare contro la legge del governo che vuole non siano sospesi acqua e cibo a coloro che come Eluana sono in Stato Vegetativo Persistente. I loro giornali hanno parlato di accanimento terapeutico; infatti, come spiega lo scienziato che il mondo ci invidia (Veronesi), l’alimentazione artificiale per la sua complessità è da considerarsi un atto medico a tutti gli effetti, perciò ciascuno ha il diritto di rifiutarlo.
A un bambino appena nato, in un ospedale medio dell’Italia centrale (ho potuto verificare) toccano questi trattamenti: appena nasce viene alimentato artificialmente e gli si impedisce di beneficiare del colostro della madre, altamente energetico, determinante per il sistema immunitario e purgativo del nero meconio che sta da mesi nel suo intestino. La madre, se il figlio le succhiasse il seno, beneficierebbe di una naturale ricontrazione dell’utero. Invece no, questa è provocata con un farmaco apposito (mi pare “metergin”). Non beneficiando della suzione, la madre non ha la calata lattea, così il figlio dovrà nutrirsi col latte artificiale della Nestlè. Al bambino vengono fatti sei buchi sul calcagno e si prelevano 12 gocce di sangue che vanno a Firenze in un Istituto che diagnosticherebbe se è presente una delle 40 più importanti malattie metaboliche (io non ci credo, temo che quell’esame sia un segreto screeneng genetico) . Nel frattempo alla madre, se dopo tot ore dalla rottura delle acque il figlio non è ancora nato, viene fatta una dose di antibiotico ogni 4 ore. Al bambino nato viene fatto un prelievo ematico (così piccolo 33 cc è tantissimo) per vedere se c’è infezione o ittero. Comunque al piccolo gli tocca un antibiotico oftalmico (per prevenire un rischio infezione di circa 1 a mille), ma ho potuto constatare che tutti i bambini sviluppavano congiuntivite a seguito del trattamento, tranne un bambino i cui genitori si erano opposti al collirio (per evitare un rischio di uno a mille, becchiamoci una sicura congiuntivite). Al bambino tocca una iniezione di vitamina K, perché la scienza ha scoperto che, specie se prematuro, ne ha poca e rischia emorragie. Al bambino viene fatta una tac generale e quindi una ecografia per vedere se l’anca non abbia difetti. La madre, non dimentichiamo, potrebbe essere imbottita di anestesia, a seconda che abbia fatto il cesareo o l’epidurale. Ma anche solo per mettere i punti a seguito di lacerazioni fanno un buco di anestesia per ogni punto di sutura (al che qualche mamma intelligente ha obiettato: se devo fare 12 buchi di siringa con anestetico, per mettere 12 punti di sutura, allora fatemi le suture senza anestetico!). Infine al bambino, intorno al terzo mese vengono fatti quattro vaccini simultaneamente, se non una esavalente che metterebbe in difficoltà un cavallo. E anche questo per legge
Vi risulta che gli stessi che sono scesi in piazza contro l’accanimento terapeutico a base di acqua e cibo (atto medico ad alta complessità), siano anche andati a manifestare davanti agli ospedali contro gli accanimenti terapeutici ai danni della vita nascente?
Ora capite cosa è la mentecazzia mediatica e perché Murdoch si vuol comprare tutti i giornali e le tv che esistono: per questa massa di persone, ciò di cui parlano i giornali esiste, ciò di cui non parlano giornali e tv non esiste
