
LE ALTRE REAZIONI - Le parole pronunciate dal presidente della Cei, secondo il leader del Pd, Dario Franceschini, sono «molto importanti e devono far riflettere». «Il rischio più grande - ha detto il leader del Partito democratico - è dimenticarsi di quelli che da soli non ce la possono fare ad aspettare la fine della crisi. Che siano i lavoratori senza protezione o le piccole imprese rispetto alle grandi imprese, non si possono considerare le persone soltanto come dei numeri». Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni dice di condividere l'appello di Bagnasco e sottolinea tra l'altro la necessità di «una vera politica di integrazione ed accoglienza per i lavoratori immigrati che sono e saranno una risorsa indispensabile per lo sviluppo economico e sociale della nazione». Per Bonanni ««dobbiamo impegnarci tutti di più per far uscire il paese dalla crisi attraverso una politica di concertazione che fissi obiettivi condivisi su cui governo, banche, imprese, enti locali, sindacati, devono fare, ciascuno, la propria parte». «La saggezza quando viene dal mondo della chiesa è importante per i credenti e credo per i laici - ha detto invece il ministro Ignazio La Russa - il card. Bagnasco ha fatto un intervento che trovo molto pertinente: in un colpo solo ha fatto l'uomo di chiesa dicendo che giustamente pretende sempre maggiore attenzione verso gli umili e i derelitti, ma nello stesso tempo ha messo a posto le strumentalizzazioni ricordando che l'azione di riaccompagnamento è stata pratica in maniera molto più massiccia, questo lo aggiungo io, da altri Paesi». Condivide le parole di Bagnasco anche l'Udc: secondo Luca Volonté «le parole comprensibilmente preoccupate e pienamente condivisibili del cardinale affondano la carretta della politica sull'immigrazione attuata finora da questo governo»; per Pier Ferdinando Casini, invece, le parole del capo della Cei «sollecitano tutti noi ad unire da un lato accoglienza e comprensione, dall'altro fermezza e rispetto della legalità nel governare i delicati processi di una società multietnica». Per Maurizio Lupi, vicepresidente del Pdl alla Camera, dalla Cei «arriva una spinta all'azione del governo. Immigrazione, sicurezza, un fisco più equo, la tutela dei lavoratori precari, il miglioramento del sistema degli ammortizzatori sociali, sono tutti temi che in questi mesi l'esecutivo ha considerato prioritari. I risultati sono davanti agli occhi di tutti e sono sicuramente migliorabili, ma nessuno può dirci che siamo stati con le mani in mano. Sappiamo bene che il nostro lavoro non è finito e proprio per questo apprezziamo le parole di Bagnasco che ci invita a continuare lungo la strada intrapresa».



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Che si tratti di subalternità alla cultura dominante o di un subdolo tentativo di corrodere ulteriormente le radici del nostro popolo, poco importa.
Infatti, "la pubblicità da' l'impressione che sia normale cambiare moglie quattro volte, come è normale conservare una Renault. Cambiare auto, anche se è una Renault, non ha conseguenze particolari. Invece, le conseguenze in caso di divorzio, con bambini abbandonati, sono ben diverse" (Mons. Fihey, vescovo di Coutances e d' Avranches, in Normandia).
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